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martedì 8 agosto 2023

Recensione letteraria per il libro d'oro L'inverno dei leoni di Stefania Auci / Literary review for the golden book The winter of the lions by Stefania Auci

 


Carissimi lettori e amici,

Oggi ritorno per recensire il romanzo L’inverno dei leoni di Stefania Auci, la seconda e ultima parte della saga dei Florio. La scelta non è stata casuale, mi sembrava naturale visto che a maggio ho recensito il primo romanzo della saga ma anche perché proprio in questo periodo, l'inverno dei leoni viene pubblicizzato, dalla famosa libreria IBS, come libro d'oro

Mentre il primo romanzo, I leoni di Sicilia, aveva messo le fondamenta e descritto la nascita della famiglia Florio, il romanzo L’inverno dei leoni descrive il suo declino e l’estinzione di un nome che per un secolo aveva ispirato invidia, timore e rispetto. Il romanzo precedente finiva con la morte di Vincenzo, colui che aveva messo il nome dei Florio sulla mappa, questo romanzo invece inizia con Ignazio senior, il figlio di Vincenzo, colui che ha reso il nome Florio famoso in Europa e nel mondo e finisce con Ignazio junior, colui ha sperperato i soldi della famiglia e perso tutti i beni e i privilegi che rendevano autorevole e prestigiosa Casa Florio.

Noterete con tristezza che la vita degli uomini Florio è particolarmente breve perché anche Ignazio, come suo nonno Paolo, suo padre Vincenzo e suo zio il cui nome aveva ereditato, morì giovane. In questo caso, siccome aveva perso anche il primo genito Vincenzo (chiamato così in onore al padre), designato a essere colui che avrebbe continuato a gestire la casa Florio e perciò educato per raggiungere tale obbiettivo e non avendo istruito il secondo genito Ignazio allo stesso modo, alla sua morte prematura lascia gli affari di famiglia ad un figlio inesperto e molto giovane. Il terzo maschio al quale sua moglie, la baronessa Giovanna d’Ondes Trigona aveva dato alla luce, chiamato anch’esso Vincenzo, in parte per sostituire il figlio morto e in parte per continuare la tradizione dei due nomi emblema per la casa Florio, era ancora un bambino quando suo padre morì. In queste circostanze, un giovane inesperto, che non aveva ancora avuto occasione di affiancare il padre a dovere negli affari di famiglia e che non aveva mai conosciuto le difficoltà economiche e sociali che i suoi predecessori sono stati costretti ad affrontare, si trova a gestire quello che a quel punto era diventato un imperio economico. La scelta della parola imperio non è per niente azzardata, in supporto a questa scelta vorrei raccontarvi il fatto che Ignazio senior assegnò a Giulia, la sua unica figlia, prima di sposarsi, una dote di 4 milioni di lire che nei soldi di oggi equivarrebbe circa 18 milioni di euro. Come suo padre prima di lui, anche Ignazio senior era entrato nel mondo della politica, aveva aperto nuove attività e sviluppato quelle già esistenti, aveva lottato per ottenere contratti e sovvenzioni statali, aveva fatto costruire edifici servendosi di architetti di fama mondiale ma ha perso di vista quello che la sorte ha immancabilmente ha riservato ai maschi Florio, cioè una morte prematura. Probabilmente la morte di un figlio lo ha reso più permissivo nei confronti dell’altro e quando è arrivato il momento di passare le redini di casa Florio, la situazione era molto diversa rispetto a quella che ha visto lui passare alla gestione degli affari. Inoltre, dobbiamo considerare il fatto che Ignazio junior non ha mai dovuto rinunciare a niente. Non ha dovuto stringere i denti davanti agli insulti dei commercianti, non ha mai sperimentato sulla sua pelle il disprezzo e il disdegno di nobili troppo orgogliosi per stare assieme a lui nella stessa stanza ma non a chiedere soldi in prestito, non ha dovuto negare alla donna della sua vita e alle sue figlie l’onore di un nome perché alla ricerca disperata di un figlio maschio, non ha mai dovuto rinunciare alla donna amata e contrarre un matrimonio che avrebbe inserito sua famiglia fra i ranghi nobiliari e non ha rinunciato al tempo da dedicare alla famiglia per lavorare in ufficio o viaggiare per ottenere e stipulare accordi. Ignazio junior ha ricevuto un’educazione di elite, è cresciuto nel lusso e nell’abbondanza frequentando le feste e i circoli dell’alta società palermitana ed europea, ha girato il mondo in perpetue vacanze, si è visto venerato come un re e ha sposato la donna amata. Non avendo mai affrontato le difficoltà che i suoi predecessori hanno combattuto, non ha nemmeno imparato a conoscere le persone e perciò ha riposto la sua fiducia in persone sbagliate allontanando quelle giuste, non avendo affrontato sfide economiche, non ha sviluppato uno spirito imprenditoriale pragmatico, non avendo conosciuto restrizioni, non ha stabilito limiti allo sperpero, rifiutando la fedeltà, ha allontanato l’unica persona che avrebbe potuto dare una continuità alla sua stirpe. Ignazio junior era superficiale, egoista, sconsiderato, viziato, dispendioso, indolente e irascibile. Si faceva accompagnare da persone simile a lui e coloro che non lo erano, per sopravvivere accanto a lui, lo diventavano in fin dei conti. Ma nel suo sperpero era anche generoso, nella sua vanità e promiscuità era anche un mecenate in arte e nella sua indolenza aveva anche sofferto per la perdita dei suoi figli. Ignazio junior aveva fatto conoscere Sicilia al mondo, aveva portato in questa isola famiglie reali, artisti di prestigio, aveva modernizzato un posto che sembrava non dover mai progredire. A tale fine sono state altrettanto importanti anche le figure di Franca Florio, sua moglie e Vincenzo Florio, il fratello molto più giovane. Franca Florio aveva organizzato magistralmente gli eventi mondani che avevano accolto figure illustre della politica e l’arte italiana e mondiale, essendo lei una dama di corte della regina, aveva riportato i problemi dell’isola all’attenzione della famiglia reale, aveva sostenuto innumerevoli opere di beneficenza e durante la prima guerra mondiale, aveva messo la Villa Igeia, il suo tempo e le sue capacità organizzative per aiutare i feriti e le loro famiglie. Vincenzo dall’altra parte, con la sua passione per le macchine da corsa e la Targa Florio, durata molto dopo la caduta delle aziende Florio, ha reso l’intero paese un punto di riferimento nel mondo dello sport a quattro ruote.

Il romanzo è stato scritto rispettando i fatti storici con grande precisione come si potrebbe evincere anche dalla nota dell’autrice ma non per questo motivo è un documentario. L’inverno dei leoni è un romanzo perché l’autrice pur rispettando la veridicità storica, ha elaborato e contestualizzato i personaggi, i loro sentimenti e le loro reazioni con grande talento creativo. Il risultato è stato un romanzo coinvolgente, dalla narrazione scorrevole, ricco di figure retoriche e spunti di riflessione. Per questo motivo concordo con l’affermazione dell’autrice che sostiene che L’Inverno dei leoni è un libro degno di essere sottolineato visto che dagli eventi che i nostri personaggi affrontano si delineano delle vere lezioni di vita. Viste le sue quasi 700 pagine e visto che fa parte di un ciclo di libri, potrebbe sembrare una lettura impegnativa ma vi assicuro che una volta iniziato, questo romanzo si fa divorare. Io faticavo a metterlo giù la sera prima di dormire e non vedevo l’ora di riprendere a leggerlo.








ENGLISH

Dearest friends and readers,

Today I return to review the novel The Winter of the lions by Stefania Auci, the second and last part of the Florio saga. The choice was not accidental, it seemed natural to me since in May I reviewed the first novel of the saga but also because precisely in this period, the winter of the lions is being advertised, by the famous IBS bookshop, as a golden book .

While the first novel, The Florios of Sicily, had laid the foundations and described the birth of the Florio family, the novel The lions’ winter describes its decline and the extinction of a name that for a century had inspired envy, fear and respect. The previous novel ended with the death of Vincenzo, the one who had put the name Florio on the map, this novel instead begins with Ignazio senior, the son of Vincenzo, the one who made the name Florio famous in Europe and in the world and ends with Ignazio junior, the one that squandered the family's money and lost all the assets and privileges that made Casa Florio authoritative and prestigious.

You will notice with sadness that the life of the Florio men is particularly short because Ignatius, like his grandfather Paolo, his father Vincenzo and his uncle whose name he had inherited, also died young. In this case, since he had also lost his firstborn son Vincenzo (named in honor of his father), designated to be the one who would continue to manage the Florio businesses and therefore educated to achieve this goal and not having instructed the second son Ignatius in the same way, on his untimely death, he leaves the family assets to an inexperienced and very young son. The third male that his wife Baroness Giovanna d'Ondes Trigona had given birth to, also called Vincenzo, partly to replace the dead son and partly to continue the tradition of the two emblem names for the Florio family, was still a child when his father died. In these circumstances, an inexperienced young man, who had not yet had the opportunity to support his father properly in the family business and who had never known the economic and social difficulties that his predecessors were forced to face, finds himself managing that what by then had become an economic empire. The choice of the word empire is not at all a hazard, in support of this choice I would like to tell you about the fact that Ignazio senior assigned to Giulia, his only daughter, before getting married, a dowry of 4 million lire which in today's money would be equivalent to about 18 million euros. Like his father before him, Ignazio Senior had also entered the world of politics, had opened new businesses and developed the existing ones, had fought for government contracts and grants, had erected buildings using world-renowned architects but lost sight of what fate has inevitably reserved for Florio males, that is, a premature death. Probably the death of a son made him more permissive towards the other one and when it came the time to pass the reins of the Florio businesses, the situation was very different from the one that saw him move to managing the business. Furthermore, we must consider the fact that Ignatius junior never had to give up on anything. He did not have to grit his teeth in front of the insults of the merchants, he never experienced on himself the contempt and disdain of nobles too proud to be with him in the same room but not to borrow money, he did not have to deny to the woman of his life and his daughters the honor of a name because in desperate search for a male child, he never had to give up his beloved woman and contract a marriage that would have included his family among the noble ranks and has not renounced on the time devoted to the family in order to work in the office or travel to obtain and sign agreements. Ignazio junior received an elite education, grew up in luxury and abundance attending the parties and circles of the high society of Palermo and Europe, traveled the world on perpetual holidays, saw himself revered as a king and married the woman he loved. Having never faced the difficulties that his predecessors fought, he has not even learned to manage people and therefore has placed his trust in the wrong persons and pushed the right ones away, not having faced economic challenges, he has not developed a pragmatic entrepreneurial spirit, not having known restrictions, he set no limits to waste, refusing loyalty, he pushed away the only person who could have given continuity to his lineage. Ignatius junior was superficial, selfish, reckless, spoiled, wasteful, indolent and short-tempered. He was accompanied by people similar to him and those who were different, in order to survive next to him, became like that in the end. But in his squander, he was also generous, in his vanity and promiscuity, he was also a patron of art and in his indolence, he had also suffered for the loss of his children. Ignazio junior had made Sicily known to the world, had brought royal families, prestigious artists to this island, he had modernized a place that was never supposed to progress. The figures of Franca Florio, his wife and Vincenzo Florio, his much younger brother, were equally important for this goal. Franca Florio has masterfully organized the social events that had welcomed illustrious figures of Italian and worldwide politics and art, being a lady-in-waiting to the queen, she had brought the problems of the island to the attention of the royal family, had supported countless work charities and during the First World War, had put the Villa Igeia, her time and her organizational skills to the help of the wounded and their families. Vincenzo on the other hand, with his passion for racing cars and the Targa Florio, which lasted long after the fall of the Florio companies, has made the whole country a point of reference in the world of four-wheel sports.

The novel was written respecting historical facts with great precision as could also be observed from the author's note, but not for this reason it is a documentary. The Lions’ Winter is a novel because the author, while respecting the historical truth, has elaborated and contextualized the characters, their feelings and their reactions with a great creative talent. The result was an engaging novel, with a smooth narrative, full of rhetorical figures and food for thought. For this reason, I agree with the author's statement who claims that The Lions’ Winter is a book worthy of being underlined since the events that our characters face ban become real life lessons. Given its almost 700 pages and being part of a cycle of books, it might seem like a demanding reading but I assure you that once started, this novel is devoured. I found it hard to put it away at night before going to sleep and couldn't wait to resume reading it again.









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IT: Questo post non ha scopi commerciali e non incoraggia vendite, denominazioni, immagini ed eventuali link presenti sono solo a scopo informativo. Le opinioni espresse rappresentano la mia esperienza in quanto consumatore. Questo post è di mia completa creazione per quanto riguarda contenuti, foto e idee espresse. Prima di usare qualsiasi parte di questo post siete pregati di contattarmi e nel caso vi abbia ispirato per altre creazioni, chiedo cortesemente di menzionare la fonte.

ENG: This post has no commercial purposes and does not encourage sales, names, pictures and eventual links are present only for an informative purpose. The opinions expressed represent my experience as a consumer. This post is of my entire creation as for contents, photos and expressed ideas. Before using any part of it, you need to contact me and in case it inspired you for other creations, I gently ask you to mention the source.


mercoledì 17 gennaio 2018

L'amore come metafora

Ciao belle anime,
È da un po’ che non vi parlo di qualcosa che mi piace a tal punto da diventare un'ossessione. Io amo la poesia e amo la musica perciò le canzoni che coniugano questi due elementi mi affascinano. Oggi pensavo di parlarvi di una canzone uscita da poco, una canzone particolare per il modo in cui utilizza le metafore.  Questa canzone si chiama "L'amore è" di Enrico Nigiotti ed è un splendido inno all'amore. La parte che mi piace di più è il modo in cui usa le metafore per descrivere questo sentimento talmente complesso, che spesso non basta una sola parola per definirlo. Quando ami diventi forte, diventi grande per la persona che ti corrisponde il sentimento e questa cosa Enrico Nigiotti l'ha espressa benissimo nella frase "l'amore è avere armi senza fare male" perché non c'è niente di meglio a dare ali, forza e coraggio ad una persona quanto l'amore. La frase "l'amore è solo carte da scoprire" mi fa venire in mente quanto sia imprevedibile questo sentimento e quanto possa essere bello scoprire sempre cose nuove nella persona amata. Mi piace particolarmente il modo in cui il cantautore ha descritto la sicurezza che l'amore possa ispirare ad una persona con la frase "proteggimi dall'alba di un futuro che non conosco". 
Forse la metafora che mi piace di più è "l'amore è scarpe vecchie che non vuoi buttare" perché sintetizza in queste parole l'attaccamento e la forza di questo sentimento duraturo, a volte eterno. 
Penso che anche voi concordate che il messaggio di questa canzone è che l'amore vuol dire fiducia, l'amore significa fidarsi, credere anche quando ci sono tante cose da cambiare, credere quando gli interessi cambiano e le persone cambiano, credere anche quando sembra che non ci sia più nulla. 

Adesso vi lascio ascoltare questa canzone, fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti qui sotto. 
Baci e abbracci, 
la vostra 
Flo







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martedì 2 gennaio 2018

Insciallah di Oriana Fallaci - recensione del libro / Insciallah by Oriana Fallaci - book review / Insciallah de Oriana Fallaci - recenzie de carte

Carissimi lettori e lettrici,
Oggi voglio parlare di un libro che mi ha segnata parecchio, un libro che ho faticato e amato leggere allo stesso tempo, questo libro è Insciallah di Oriana Fallaci. Il libro è ambientato in Libano, durante la guerra civile che durò dal 1975 fino al 1990 e causo la morte di migliaia di persone. La guerra civile vide inizialmente come contendenti i cristiani maroniti con il partito falangista di Pierre Gemayel da una parte e la coalizione di palestinesi e libanesi musulmani dal'altra parte. Con il passare del tempo intervennero anche La Forza Araba di Dissuasione (FAD) e gli israeliani che portò il conflitto ad un livello ancora più ampio. Per riportare la pace e la sovranità in Libano, le Nazioni Unite crearono una squadra di forze multinazionale che coinvolgevano truppe statunitensi, francesi, italiane e inglesi che gestiva i conflitti in Libano e soprattutto a Beirut che si vide divisa da una linea verde in zona est (cristiana) e ovest (musulmana). Il libro inizia con l'attacco dinamitardo del 1983 alle basi della forza multinazionale che causò la morte di più di 200 marines statunitensi e più di 50 soldati francesi. La scena dell'attentato è straziante, la descrizione è dettagliata e cruda quindi già da questa parte si possono avere dei problemi a continuare la lettura. Questo attentato portò alla ritirata delle forze statunitensi e francesi e fece del'Italia, l'unica forza per la pace ancora a Beirut. In questo contesto Oriana Fallaci crea una storia con personaggi molto interessanti e  ispirati a persone vere e a fatti veramente compiuti. Il libro ha più di 700 pagine però una volta arrivata a metà, non riuscivo a staccarmi da lui per l'intensità e la complessità dei suoi personaggi. Prima di parlare dei personaggi e della loro trama, vorrei spendere qualche parola per parlare del modo in cui Oriana Fallaci descrive questo paese prima di questa guerra. Libano e Beirut era una terra dove vivevano in armonia diverse culture e religioni, una specie di terra promessa per chi cercava una vita beata e tranquilla. La malinconia per questa terra persa la possiamo ritrovare in diversi personaggi di questo libro, la possiamo vedere in Ninette, la bellissima donna cristiana dai lunghi capelli castani e occhi viola che non vuole parlare il francese bensì lo conosce benissimo e che è alla ricerca di quello che ha perso,nelle suore francesi, costrette adesso a condividere il loro convento con i soldati italiani ma che nonostante gli incidenti continuano il loro lavoro con i bambini indipendentemente dalla loro religione. La guerra sconvolge il loro universo e il loro modo di vivere, fa capire a chi era ignorante,che un libro può cambiare la vita e trasformarti in un leader della causa come è successo a Bilal o ti fa lasciare una bella carriera per cercare vendetta come è accaduto a Gassan. L'arrivo delle forze multinazionali comporta ulteriori cambiamenti perché la gente del luogo ha visto nei soldati ben pagati e senza tate possibilità di spendere i soldi una vera miniera d'oro quindi vediamo un proliferare di prostituzione, ricatto, menzogna,e inganno. Tante di queste vittime sono i personaggi di questo romanzo, quindi dei soldati e ufficiali italiani che trovano delusione ma anche conforto e amore. I soldati italiani sono tanti, tantissimi, che l'autrice descrive minuziosamente a partire dai loro tratti fisici e morali, al loro linguaggio, e confesso che ho faticato molto a leggere tanti dialetti italiani che non conosco, tanto che il francese e l'inglese era un sollievo in confronto. Non preoccupatevi perché la scrittrice fa sempre la traduzione in italiano sia delle frasi in inglese, arabo o francese che di quelle in dialetto siciliano, napoletano, livornese, ecc. Per quanto riguarda i soldati e gli ufficiali italiani vorrei spendere qualche parola su alcuni di loro, il ruolo decisivo viene ricoperto da un generale chiamato da tutti Condor, che a mio avviso fatica molto ad eseguire questo ruolo e viene spesso ignorato da chi è una testa calda ma anche da chi ha delle soluzioni migliori ma non riesce a farsi ascoltare. Sempre nel comando abbiamo Cavallo Pazzo, un ufficiale in cerca di gloria e disposto a sacrificare volentieri la sua vita e quella dei suoi soldati per riuscirci, un personaggio altrettanto ambiguo è anche Sandokan, che come potrete vedere con la sua indifferenza quasi uccide i suoi subalterni. Passiamo adesso ai personaggi con una spicata sensibilità, e qui abbiamo Rambo, un vero soldato che ritrova in una bambina musulmana la sorella deceduta a causa di una malformazione tremenda, Ferruccio, il soldato che stringe un amicizia sincera con un bambino musulmano, Maometo, Gino, che nonostante le atrocità della guerra scrive poesie, Ninette, che guarda il ragazzo Passepartout come una madre ignorando che egli fosse un assassino spietato e come loro tanti altri. Poi parliamo del sergente Angelo, il matematico in cerca di una formula matematica per la vita che scopre questa formula e anche l'amore quando ormai è troppo tardi. Se parliamo di Angelo, dobbiamo parlare anche di Passepartout, il ragazzo musulmano che coniuga nella stessa persona un assassino spietato con un adolescente balordo e uno prostituto, il suo destino è connesso a quello di Angelo per più di un filo ed è determinante per il finale di questo romanzo. Non posso concludere questa recensione senza parlare di Charlie, l'eroe assoluto di questo romanzo, il capitano che grazie alla sua intelligenza, coraggio e astuzia salvaguardia la vita e l'integrità del contingente italiano. Più si va avanti con la lettura, più si capisce la profondità e la complessità del suo personaggio e confesso che ho letto d'un fiato gli ultimi capitoli di quest libro solo per vedere se le strategie di Charlie avessero funzionato. Ho sentito dire che per questo personaggio, Oriana Fallaci si fosse inspirata ad un suo grande amico, anche lui un capitano nella guerra in Libano, che grazie alle sue conoscenze e tattiche di persuasione garantì la salvezza del suo contingente. Spero abbiate gradito la mia recensione e spero anche di aver svegliato in voi l'interesse nel leggere questo libro. Vi abbraccio e vi saluto calorosamente fino al prossimo incontro!


ENGLISH  
                                                                                                                                                                                                  
Dear readers,
Today I want to talk about a book that has marked me a lot, a book that I struggled and loved to read at the same time, this book is Insciallah by Oriana Fallaci. The book is set in Lebanon, during the civil war that lasted from 1975 until 1990 and caused the death of thousands of people. The civil war initially saw as a contender the Maronite Christians with the Falanghist party of Pierre Gemayel on one side and the coalition of Palestinian and Lebanese Muslims on the other side. Over time, the Arab Dissuasion Force (FAD) and the Israelis also intervened and took the conflict to an even wider level. To restore peace and sovereignty in Lebanon, the United Nations created a multinational team of forces that involved US, French, Italian and British troops that managed the conflicts in Lebanon and especially in Beirut, which was divided by a green line in the east (Christian) and West (Muslim). The book begins with the 1983 bomb attack at the headquarters of the multinational force that caused the death of more than 200 US Marines and more than 50 French soldiers. The scene of the attack is excruciating, the description is detailed and harsh so already from this moment you can have problems to continue reading. This attack led to the withdrawal of US and French forces and made Italy, the only peace force in Beirut. In this context Oriana Fallaci creates a story with very interesting characters inspired by real people and truly accomplished facts. The book has more than 700 pages but once halfway through, I could not stay away from it because of the intensity and complexity of his characters. Before talking about the characters and their plot, I would like to say a few words to talk about the way in which Oriana Fallaci describes this country before this war. Lebanon and Beirut was a land where different cultures and religions lived in harmony, a kind of promised land for those seeking a blessed and peaceful life. The melancholy for this lost land can be found in different characters of this book, we can see it in Ninette, the beautiful Christian woman with long brown hair and purple eyes who does not want to speak French although knows it very well and is searching for what she lost, in the French nuns, now forced to share their convent with the Italian soldiers but that despite the incidents they continue their work with the children regardless of their religion. The war perturbs their universe and their way of life, makes it clear to those who were ignorant, that a book can change one's life and turn him into a leader of the cause as happened to Bilal or makes one leave a good career to seek revenge as it happened to Gassan. The arrival of the multinational forces brings further changes because the locals have seen in the well-paid soldiers and without the possibility of spending money a real gold mine so we see a proliferation of prostitution, blackmail, lies, and deception. Many of these victims are the characters of this novel, then Italian soldiers and officers who find disappointment but also comfort and love. The Italian soldiers are many, so many, that the author describes them minutely  anyways starting from their physical and moral traits, to their language, and I confess that I struggled a lot to read so many Italian dialects that I do not know, that French and English was a relief in comparison. Do not worry because the writer always does the Italian translation of the sentences in English, Arabic or French and those in Sicilian, Neapolitan, Livorno dialect, etc. As for the soldiers and the Italian officers I would like to say a few words about some of them, the decisive role is played by a general called by all Condor, which in my opinion struggles to perform this role and is often ignored by hot heads and also by those who have better solutions and can not make themselves heard. Always in command we have Cavallo Pazzo, an officer looking for glory and prone to willingly sacrifice his life and that of his soldiers to succeed, an equally ambiguous character is also Sandokan, who as you can see with his indifference almost kills his subordinates. We now pass to the characters with great sensitivity, and here we have Rambo, a real soldier who finds in a Muslim girl his sister that died because of a terrible malformation, Ferruccio, the soldier who holds a sincere friendship with a Muslim child, Maometo, Gino, who despite the atrocities of the war writes poetry, Ninette, who looks at the boy Passepartout like a mother ignoring that he was a ruthless murderer and like them, many others. Then we talk about Sergeant Angelo, the mathematician in search of a mathematical formula for life that discovers this formula and also love when it is too late. If we talk about Angelo, we must also speak of Passepartout, the Muslim boy who combines in the same person a ruthless killer with a nasty teenager and a prostitute, his destiny is connected to that of Angelo for more than a thread and is decisive for the final of this novel. I can not conclude this review without talking about Charlie, the absolute hero of this novel, the captain who thanks to his intelligence, courage and shrewdness safeguards the life and integrity of the Italian contingent. The more you go on with the reading, the more you understand the depth and complexity of his character and I confess that I read the last chapters of this book in one go just to see if Charlie's strategies had worked. I heard that for this character, Oriana Fallaci was inspired by her great friend, also a captain in the war in Lebanon, who thanks to his knowledge and tactics of persuasion guaranteed the salvation of his contingent. I hope you enjoyed my review and I also hope to have woken up in you the interest in reading this book. I embrace you and look forward seeing you at my next post!









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martedì 10 gennaio 2017

Despre Lolita si lolitism / About Lolita and lolitism / Parlando di Lolita e lolitismo

Am terminat de citit aceasta carte cu multe luni in urma, nu am facut o recenzie pana acum pentru ca nu credeam sa sunt in stare sa o descriu in mod adecvat, nici acum nu sunt sigura ca voi reusi dar in sfarsit m-am incumetat sa incerc. Am auzit de aceasta carte intr-un top, 20 de carti pe care trebuie sa le citesti inainte sa mori... nu faptul ca ma tem ca voi muri in curand m-a determinat sa o citesc :D ci faptul ca multe persoane pe care le respect mi-au confirmat ca e o carte care trebuie citita. Cand am inceput sa o citesc trebuie sa va spun ca am fost socata, stiam din descriere ca trateaza o situatie in care un barbat matur se indragosteste de o fata de 12 ani si eram deja foarte reticenta, dar descrierile initiale si argumentele personajului principal pentru a-si justifica pornirile m-au revoltat pentru ca erau aceleasi pe care le-am auzit de nenumarate ori in cazurile de pedofilie. Cu cat continuam sa citesc cartea incepeam sa inteleg complexitatea personajelor care nu se oprea la stereotipuri ci erau construite cu mult talent si desavarsire in asa fel incat sa trezeasca in noi cele mai viscerale sentimente de repugna sau compasiune. Marturisesc ca nu m-am oprit din citire cum multi alti cititori au au facut-o pentru ca am intuit talentul lui Vladimir Nabokov , dedicarea si munca investita in a construi aceste personaje atat de reale, atat de inspaimantatoare. Acest scriitor a invins aversiunea si repugna pe care i-o starneau aceste situatii pentru a construi o opera care a starnit polemici, contradictii si discutii. El insusi admite ca se afla in dezacord cu personajul sau Humbert in ceea ce priveste “nimfele” si nu numai, si atribuie descrierilor sale titlul de voluptate estetica complet diferita de gunoiurile de actualitate ce le putem vedea in viata de zi cu zi si care datorita expunerilor frecvente nu ne mai scandalizeaza.  Ca orice alt cititor am fost convinsa pe aproape toata durata lecturii ca Humbert era pur si simplu un pedofil  si a trebuit sa ajung la final ca sa constat complexitatea personajului sau si sa realizez ca desi scriitorul insusi declara ca romanul Lolita nu are o morala, morala este ca iubirea inseamna sacrificiu, inseamna renuntare si suferinta. Scriitorul defineste romanul ca un rezumat al povestii sale de iubire cu limba engleza si in aceasta afirmatie sunt de acord cu el, in aceasta situatie el, asemeni lui Humbert reprezinta barbatul matur, vigoros care vorbeste numeroase alte limbi si care incearca sa creeze si sa inteleaga o limba cu totul noua si straina pentru el.  Dintotdeauna am vazut lectura ca pe o forma de sublimare iar reactiile multor alti cititori la acest roman se explica prin faptul ca cititorul doreste sa sublimeze, sa isi descarce pulsiunile si dorintele ascunse dar vrea totodata sa imbrace hainele unei calugarite pentru a nu isi expune scopul. In concluzie, vreau sa spun ca prin acest roman Vladimir Nabokov si-a atins scopul, scopul fiecarui scriitor dealtfel, si anume IMORTALITATEA.


ITALIANO

Ho finito di leggere questo libro molti mesi fa, non ho fatto una recensione fino ad ora, perché non pensavo di essere in grado di descriverla in modo adeguato, anche adesso non sono sicuro che ci riuscirò, ma alla fine ho avuto il coraggio di provare. Ho sentito parlare di questo libro in un top 20 libri che devi leggere prima di morire ... non la paura che morirò presto mi ha portato a leggerlo: D ma il fatto che molte persone che rispetto mi hanno confermato che è un libro che va letto. Devo dire che quando ho iniziato a leggerlo sono rimasto scioccata, ho saputo dalla descrizione che tratta una situazione in cui un uomo maturo si innamora di una ragazza di 12 anni ed ero già molto reticente, ma le descrizioni iniziali e gli argomenti con i quali il personaggio principale giustificava i suoi impulsi mi hanno sconvolta perché erano gli stessi che abbiamo sentito molte volte in casi di pedofilia. Mentre continuavo a leggere il libro ho cominciato a comprendere la complessità dei personaggi che non si ferma ai stereotipi, ma sono costruiti con tanto talento e precisione, in modo da risvegliare in noi i sentimenti viscerali di disgusto o pietà. Confesso che non ho smesso di leggere come molti altri lettori hanno fatto perché ho percepito il talento di Vladimir Nabokov, la dedizione e il duro lavoro investito nella costruzione di questi personaggi così reali, così spaventosi.  Questo scrittore si è guadagnato l'avversione e il disgusto che queste situazioni suscitano, per costruire un'opera che ha innescato polemiche, contraddizioni e discussioni.  Egli stesso ammette che era in disaccordo con il personaggio Humbert per quanto riguarda le ninfette e non solo, e assegna alle sue descrizioni il titolo di voluttà estetica, completamente diversa  dall'attualità spazzatura che possiamo vedere nella vita quotidiana e che, grazie a frequenti esposizioni non ci scandalizzano più. Come qualsiasi altro lettore per la maggior parte della lettura ero convinta che Humbert era semplicemente un pedofilo e ho dovuto arrivare al finale per scoprire la complessità del personaggio e rendermi conto che, anche se l'autore stesso dice che il romanzo Lolita non ha morale, la morale è che l'amore significa sacrificio, rinuncia e sofferenza.  Lo scrittore definisce il romanzo come una sintesi della sua storia d'amore con la lingua inglese ed in questa affermazione sono d'accordo con lui perché in questa situazione egli, simile a Humbert è un uomo maturo, vigoroso, che parla molte lingue e cerca di creare e capire un linguaggio completamente nuovo ed estraneo.  Ho sempre visto la lettura come una forma di sublimazione e le reazioni di molti altri lettori di fronte a questo romanzo si spiega con il fatto che il lettore vuole sublimare, scaricare i suoi impulsi e desideri nascosti, ma vuole anche indossare gli abiti di una suora per non esporre il suo fine. In conclusione, voglio dire che questo romanzo di Vladimir Nabokov ha raggiunto il suo obiettivo, l'obiettivo di ogni scrittore in realtà, vale a dire l'immortalità.


ENGLISH


I finished reading this book several months ago, I did not do a review until now because I did not think of being able to describe it adequately, even now I'm not sure that I will succeed, but I finally got the courage to try. I heard about this book in a top 20 books you must read before you die ... it was not the fear that I will die soon that led me to read it: D but the fact that many people who I respect, confirmed me that it is a book that has to be read. I must say that when I started reading it I was shocked, I knew from the description that is a situation where a mature man falls in love with a girl of 12 years old and I was very hesitant, but initial descriptions and arguments with which the main character justified his impulses shocked me because they were the same ones that we have heard many times in cases of child abuse.  As I continued to read the book I began to understand the complexity of the characters that does not stop to the stereotypes, but are built with so much talent and precision, in order to awaken in us the gut feelings of disgust or pity. I confess that I have not stopped reading as many other readers have done because I perceived the talent of Vladimir Nabokov, the dedication and hard work invested in building these characters so real, so scary. This writer has earned the hatred and disgust that these situations provoke, in order to build a work that has triggered controversy, contradictions and discussions.  He himself admits that he was at odds with the character Humbert regarding nymphets and not only that, and assigns to his descriptions the title of aesthetic pleasure, completely different from current garbage that we see in daily life, and that, thanks to frequent exposure does not scandalize us more. Like any other reader for most of the reading I was convinced that Humbert was simply a pedophile and I had to get to the final scenes to discover the complexity of the character and to realize that, although the author himself says that the novel Lolita has no moral, the moral is that love means sacrifice, renunciation and suffering. The writer defines the novel as a summary of his love affair with the English language and in this statement I agree with him because in this situation, he, like Humbert is a mature man, vigorously, speaking several languages and tries to create and understand a whole new and strange language.  I always saw reading as a form of sublimation and the reactions of many others readers to this novel is explained by the fact that the reader wants to sublimate, download his impulses and hidden desires, but also wants to wear the clothes of a nun in order to hide his purposes.  In conclusion, I want to say that this novel by Vladimir Nabokov reached his goal, the goal of every writer in reality, that is immortality.  








Premesse/ Premises
IT: Questo post è di mia completa creazione per quanto riguarda contenuti, foto e idee espresse. Prima di usare qualsiasi parte di questo post siete pregati di contattarmi e nel caso vi abbia ispirato per altre creazioni, chiedo cortesemente di menzionare la fonte.

domenica 4 settembre 2016

La storia di Elsa Morante - recenzie de carte/ recensione libro / book review

Numai ce am terminat de citit Istoria de Elsa Morante (in italiana) si intr-un prim moment incerc sa imi revin din starea de soc, de uimire, dezamagire si revolta. Ca si stil literar Elsa Morante imi aminteste de scriitorul nostru Mihail Sadoveanu iar povestea personajului principal, Ida Ramundo imi aduce in minte povestea Victoriei din Baltagul. Este clar, epoca descrisa este complet diferita dar povestea mamei care se lupta cu cele mai grele incercari penetreaza sensibilitatea cititorului in asemenea fel incat chiar daca scriitoarea nareaza cu exactitate evenimetele istorice din acea perioada si perioada imediat urmatoare si asadar ne pune la curent cu executii, bombe atomice, linsajuri, etc. am urmarit cu inima la gura soarta copilasului Useppe, fruct al unui viol si victima caristiilior in lupta cu acel Mare Rau - epilepsia. Pe alocuri nararea devine greoaie, imi venea in minte descrierea codrului, deci cred ca aceasta este ilustrare suficienta dar  dorinta de a urmari viata personajelor in timpul si dupa sfarsitul razboiului m-a facut sa continui lectura. La inceput va spuneam ca sunt perplexa si revoltata, sunt revoltata de omenire si de capacitatea ei distructiva. Oarecum aceasta carte este si un documentar al epocii si datorita ei am aflat de numeroasele lansari experimentale de bombe atomice, bombe pe hidrogen, bombe H,  (si ne mai intrebam care sunt cauzele incidentei crescute de cancer si alte boli rare), cursa pentru inarmare, aproape orice stat, cat de mic isi producea o astfel de bomba (Romania nu este numita pentru ca probabil dupa ce platea despagubiri de razboi de ambele parti nu-i mai ramaneau si bani pentru astfel de "creatii"). Am fost profund revoltata sa aflu ca intre 1956 si 1961 cheltuielile pentru armament in lumea intreaga se aduna la circa 330 milioane de dolari pe zi..... In concluzie, raman cu un gust amar, nu datorita scriitoarei sau cartii ci datorita realitatii, datorita omenirii. Istoria este o carte buna, solicitanta, nu o puteti citi pe plaja in timp ce va bronzati, sau cel putin eu nu pot sa o fac, e nevoie sa va implicati, sa va concentrati, in special asupra discursurilor filosofico-politice ale lui Davide Segre.


ITALIANO

Ho appena finito di leggere la storia di Elsa Morante (in italiano) ed in un primo momento sto cercando di riprendermi dallo stato di choc, stupore, delusione e rivolta. Per quanto riguarda lo stile letterario, Elsa Morante mi ricorda lo scrittore rumeno Mihail Sadoveanu e la storia del personaggio principale, Ida Ramundo, mi ricorda la storia di Victoria del romanzo La Scure. Evidentemente l’epoca è diversa però la storia della madre che combatte contro gli ostacoli più difficili penetra la sensibilità del lettore a tal punto che anche se la scrittrice descrive con esattezza gli eventi storici di quel periodo e quello successivo e quindi ci mette al corrente con le esecuzioni, le bombe atomiche, linciaggi, ecc, ho seguito con il cuore in bocca la sorte del piccolo Useppe, frutto di uno stupro e vittima delle carestie mentre combatte il Grande Male – l’epilessia. In certi momenti la narrazione diventa pesante, mi riportava alla memoria la descrizione della foresta (di Mihail Sadoveanu), e credo che basti questo per illustrarne il concetto però il desiderio di seguire la vita dei personaggi durante e dopo la guerra mi ha fatto continuare a leggere. All’inizio vi dicevo che ero perplessa e turbata, sono turbata e delusa dall’umanità e dalla sua capacità di distruggere. In un certo modo questo libro è anche un documentario dell’epoca e grazie ad esso ho scoperto dei numerosi lanci sperimentali di bombe atomiche, bombe a idrogeno, bombe H (e poi ci chiediamo come mai abbiamo un incidenza più alta di tumori e malattie rare), la corsa agli armamenti, quasi ogni stato, per quanto piccolo, aveva prodotto una bomba simile (la Romania non viene nominata perché probabilmente dopo che finiva di pagare i danni di guerra ad entrambi i lati non le restavano soldi anche per queste “creazioni”). Sono stata profondamente sconvolta al sapere che fra il 1956 e 1961 le spese per gli armamenti in tutto il mondo si sommavano a 330 milioni di dollari al giorno.... In conclusione rimango con un sapore amaro in bocca, non per via della scrittrice o del libro ma per via della realtà, e a causa dell’umanità. La storia è un buon libro, impegnante, non va letto sulla spiaggia mentre si prende il sole, o almeno io non riuscivo a farlo, bisogna coinvolgersi, concentrarsi soprattutto per quanto riguarda i discorsi filosofico-politici di Davide Segre.


ENGLISH

I just finished reading The History of Elsa Morante (in Italian) and at first I'm trying to recover from a state of shock, amazement, disappointment and revolt. As for the literary style, Elsa Morante reminds me of the Romanian writer Mihail Sadoveanu and the story of the main character, Ida Ramundo, reminds me of the story of Victoria of the novel The Ax. Clearly, the moment in time is different, however, the story of the mother who fights against the most difficult obstacles penetrate the sensitivity of the reader to the point that even if the writer describes with accuracy the historical events of that period and the next one and describes us accurately executions, atomic bombs, lynchings, etc., I followed with my heart in my mouth the fate of the little Useppe, the result of a rape and victim of famine while fighting the Great Evil - epilepsy. At times the narrative becomes heavy, it brought me to mind the description of the forest (Mihail Sadoveanu), and I think this is enough to illustrate the concept, however, the desire to follow the lives of people during and after the war made me continue reading. Earlier I said that I was perplexed and troubled, I'm upset and disappointed by humanity and its ability to destroy. In a way, this book is also a documentary of that time and thanks to it I discovered a number of test launches of atomic bombs, hydrogen bombs, H-bombs (and then we wonder why we have a higher incidence of cancer and rare diseases ), the race for armament, almost every state, however small, had produced a similar bomb (Romania is not named probably because after it ended to pay war damages to both sides there were no money left for these "creations "). I was deeply shocked to learn that between 1956 and 1961, the expenditure on arms worldwide arrived to $ 330 million a day. In conclusion, I remain with a bitter taste in my mouth, not due to the writer or the book, but due to reality, and because of the humanity. The History is a good book, challenging, not to be read on the beach while sunbathing, or at least I could not do it, you have to get involved, focusing in particular on the political-philosophical discourses of David Segre.



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domenica 8 maggio 2016

GHEPARDUL / IL GATTOPARDO - TOMASI DI LAMPEDUSA

O carte care iti ramane imprimata in minte si care peste luni sau ani te va invita sa o citesti din nou. In aceasta carte nu am descoperit un scriitor la primele arme, asa cum credeam inainte sa citesc cartea, avand in vedere faptul ca este prima si singura carte scrisa de acest autor, ci o carte care fara sa copieze sau sa fure iti aminteste de stilul lui Maupassant, Flaubert, Balzac sau Calinescu prin complexitatea personajelor si prin capacitatea de a reevoca un timp demult trecut  facandu-te sa te simti participant. Nu avem personaje escluziv negative sau escluziv pozitive, fiecare personaj este creionat cu diverse nuante avand ca rezultat un tablou unic. Imi place aceasta carte pentru ca este inovativa, pentru ca pune pe acelasi plan barbatii si femeile atribuind ambelor sexe dorinte carnale si materiale, tradari si sperante nevinovate frante.

ITALIANO:
 Un libro che rimane impresso e che fra mesi o anni t’inviterà a rileggerlo. In questo libro non ho scoperto uno scrittore alle prime armi, come pensavo prima di leggere il libro, considerando il fatto che era il primo e unico libro che questo autore abbia scritto, ma un libro che senza copiare o rubare ti ricorda lo stile di Maupassant, di Flaubert, Balzac o Calinescu per la complessità dei personaggi e per la capacità di rievocare un tempo passato e farti sentire partecipe. Non ci sono personaggi esclusivamente buoni o esclusivamente cattivi, ogni personaggio viene dipinto con diverse sfumature avendo come risultato un quadro unico. Mi piace questo libro perché è innovativo, perché mette sullo stesso piano uomini e donne attribuendo ad ambi sessi desideri carnali e materiali, tradimenti e speranze innocenti infrante.






mercoledì 4 maggio 2016

Despre schimbare... / Cambiamenti...

Astazi nu voi divaga, nu voi explica si nu va voi plictisi cu interminabilele mele articole, si cum numai ce am terminat de citit o carte foarte buna o sa impartasesc cu voi un citat care poate foarte bine constitui un raspuns la o dilema precedenta a mea. Aceste fraze surprind esenta schimbarilor, de orice fel, pentru ca daca privim cu atentie, nici o schimbare, oricat de radicala ar fi, nu este complet inovativa.
"si, daca, asa cum de atatea ori s-a intamplat, aceasta clasa ar disparea, s-ar constitui imediat alta echivalenta, cu aceleasi calitati si defecte: poate ca nu ar mai fi bazata pe sange, ci pe ce stiu eu... vechimea prezentei intr-un loc sau pe o prentisa mai buna cunoastere a vreunui text considerat sacru." IL GATTOPARDO (GHEPARDUL) - Tomasi di Lampedusa; Feltrinelli, 2015

ITALIANO
Oggi non intendo divagare, non spiegherò niente e non vi annoierò con i miei interminabili articoli, e siccome ho appena finito di leggere un libro veramente buono, condividerò con voi un paragrafo che potrebbe benissimo essere una riposta ad un mio dilemma precedente. Queste frasi sorprendono l'essenza di ogni tipo di cambiamento, perché se guardiamo attentamente, nessun cambiamento, per quanto esso possa essere radicale, non è completamente innovativo. 
"...se, come tante volte è avvenuto, questa classe dovesse scomparire, se ne costituirebbe subito un’altra equivalente, con gli stessi pregi e gli stessi difetti: non sarebbe più basata sul sangue forse, ma che so io... sull’anzianità di presenza in un luogo o su pretesa miglior conoscenza di qualche testo presunto sacro.” IL GATTOPARDO - Tomasi di Lampedusa; Feltrinelli, 2015

 

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