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mercoledì 25 febbraio 2026

Una Stanza Tutta per Sé di Virginia Woolf - recensione letteraria / A Room of One's Own by Virginia Woolf - book review

 


Ciao carissimi amici e lettori, oggi recensirò il libro Una Stanza Tutta per Sé di una delle mie scrittrici preferite in assoluto, Virginia Woolf. Ammetto che ci ho messo diverse settimane a leggere questo breve saggio e voi vi chiederete cosa mi ha impedito a leggere tutto d’un fiato un libro di 126 pagine comprese l’introduzione, la nota bibliografica e la prefazione e devo subito spiegarvi il mio modo di leggere Virginia Woolf. La sua letteratura è molto descrittiva, elaborata e questo libro in particolare è un’analisi delle opere più importanti che le donne che hanno scritto prima di lei in confronto con la letteratura, chiamiamola maschile fino al 1928, perciò è ricca di riferimenti, piè di pagina, annotazioni ed anche considerevoli estrapolazioni filosofiche. Un tale libro si legge con calma, in silenzio e senza distrazioni, proprio come Virginia Woolf pensa che si debba scrivere e siccome in questo periodo queste condizioni mancavano, ho preferito rallentare il ritmo e leggere nei pochi istanti propizi per godermi il libro pienamente.

Come avevo già annunciato, questo libro, anche se voleva inizialmente essere un romanzo, è in realtà un saggio esteso basato su due conferenze tenute negli istituti femminili dell’Università di Cambridge nell’ottobre 1928. In questo saggio, l’autrice denuncia, attraverso metafore ed analisi comparative, le ingiustizie sociali che hanno inizialmente precluso e ulteriormente limitato, l’accesso delle donne alla produzione letteraria. Il punto saliente del saggio è l’idea che una donna ha bisogno di soldi suoi, qui descritti come 500 sterline l’anno e una stanza tutta sua per poter pensare, costruire idee e metterle per iscritto. La scrittrice analizza le opere delle grandi scrittrici prima di lei come Jane Austen (publicata anonimamente), George Eliot (Mary Ann Evans coniugata Cross), le sorelle Bronte, Charlotte, Emily e Anne conosciute all’epoca con i pseudonimi Currer Bell, Elis Bell e Acton Bell, e George Sand (Amantine Aurore Lucile Dupin) che scrissero romanzi e che oltretutto per poter essere publicate scelsero il nome di un uomo. La condizione della donna venne ampiamente discussa ed analizzata e le conclusioni sono che per secoli alla donna non fu solo precluso l’accesso allo studio per mancanza di soldi propri per accedere a corsi e università ma fu anche vittima di una società patriarcale che attribuiva alla donna solo ruoli in famiglia come genitrice e levatrice della futura generazione di scrittori, uomini di scienza, di politica e pilastri della storia. Il capitolo dove vengono discusse le vite femminili perse nel dimenticatoio della storia dietro faccende domestiche è particolarmente istruttivo. Come prova di tutto ciò, Virginia Woolf cita famosi uomini della storia come Oscar Browning, professore e personalità importante di Cambridge che sosteneva che “la migliore delle donne sia intellettualmente inferiore al peggiore degli uomini”, Cecil Grey, scrittore e compositore Scozzese che affermo che “una donna compositrice è come un cane che cammina sulle zampe posteriori. Non lo fa bene ma vi sorprende il fatto che lo faccia” o l’autore e giornalista britannico John Langdon Davies che nella sua A short history of Women avverte le donne che “quando non si desiderano figli, le donne non sono necessarie.” Come potete vedere, le asserzioni e conclusioni di Virginia Woolf sono saldamente documentate e visto che almeno uno di questi uomini sopravvisse alla Woolf di almeno tre decenni possiamo giustamente concludere che la situazione si prolungo fino alla fine del secolo scorso.

Un’altra osservazione degna di essere menzionata riguarda il cambiamento dello status precario delle donne durante le guerre. Virginia Woolf osserva come la guerra in Crimea finita nel 1856 e la prima guerra mondiale finita nel 1918 fecce uscire alla luce tante personalità femminili come Florence Nightingale e tantissime altre. Se fosse sopravvissuta anche alla seconda guerra mondiale, Virginia Woolf avrebbe trovato molte più conferme a questa teoria in quanto il cambiamento demografico dovuto alla morte di tanti uomini diede accesso sempre a più donne non solo alla possibilità di avere un redito proprio considerevole ma anche successo in attività con più notorietà. Visto che la libertà intellettuale dipende da cose materiali e le donne sono sempre state di diritto povere alla pari del figlio di uno schiavo ateniese, quando la situazione demografica subisce cambiamenti che permettono ai “figli dei schiavi” di emergere, nomi di donne verranno sempre più spesso accantonati a professioni di prestigio, opere di importanza e scoperte che favoriscono il progresso. Appurato questo fatto, la scrittrice introduce il concetto di intelletto androgino come coniugazione fra i tratti maschili e femminili per formare una mente superiore e pertanto anche una letteratura superiore. Quando l’uomo sposerà il suo lato femminile e la donna il suo lato maschile in un matrimonio di contrari si arriverà alla perfetta pienezza che garantirà pace e libertà.

Spero di aver attirato la vostra attenzione su questo saggio e avervi convinti ad assaggiare la letteratura di Virginia Woolf, una letteratura ricca di concetti e di informazioni, scorrevole nonostante le tante menzioni bibliografiche e rivelatrice per la capacità del nostro intelletto. Dopo aver letto questo libro io mi sento veramente più ricca, più soddisfatta e più consapevole di tutto quello che riguarda il mio intelletto nel mondo circostante. Consiglio vivamente di leggere questo libro non come attivista ma come ricercatore e più “ricercatori” ne avremo, più pienezza e pace si otterrà.

 






ENGLISH

Hello dear friends and readers, today I will review the book A Room of One's Own by one of my all-time favorite writers, Virginia Woolf. I admit that it took me several weeks to read this essay and you will wonder what prevented me from reading in one breath a book of 126 pages including the introduction, the bibliographical note and the preface and I must immediately explain to you my way of reading Virginia Woolf. Her literature is very descriptive, elaborate and this book in particular is an analysis of the most important works that women who wrote before her in comparison with literature, let's call it of male origin up to 1928, so it is full of references, footnotes, annotations and also considerable philosophical extrapolations. Such a book is read calmly, in silence and without distractions, just as Virginia Woolf thinks it should be written and since these conditions were lacking in this period, I preferred to slow down the pace and read in the few propitious moments to fully enjoy the book.

As I had already announced, this book, although it was initially intended to be a novel, is actually an extended essay based on two lectures given at the women's institutes of the University of Cambridge in October 1928. In this essay, the author denounces, through metaphors and comparative analyses, the social injustices that initially precluded and further limited women's access to literary production. The salient point of the essay is the idea that a woman needs her own money, here described as 500 pounds a year and a room of her own to be able to think, build ideas and write them down. The writer analyses the works of the great writers before her such as Jane Austen (published anonymously), George Eliot (Mary Ann Evans married Cross), the Bronte sisters, Charlotte, Emily and Anne known at the time with the pseudonyms Currer Bell, Elis Bell and Acton Bell, and George Sand (Amantine Aurore Lucile Dupin) who wrote novels and who also chose a man's name to be published. The condition of women was widely discussed and analyzed and the conclusions are that for centuries women were not only precluded from accessing education due to a lack of their own money to attend courses and universities but were also victims of a patriarchal society that attributed to women only roles in the family as parents and care givers of the future generation of writers, men of science, politicians and pillars of history. The chapter where the female lives lost in the oblivion of history behind domestic chores are discussed is particularly instructive. As evidence of this, Virginia Woolf cites famous men in history such as Oscar Browning, a Cambridge professor and important figure who claimed that “the best of women is intellectually inferior to the worst of men”, Cecil Grey, a Scottish writer and composer who stated that “a woman composer is like a dog walking on its hind legs. She doesn’t do it well but it surprises you that she does it” or the British author and journalist John Langdon Davies who in his A short history of Women warns women that “when you don’t want children, women are not necessary.” As you can see, Virginia Woolf’s assertions and conclusions are solidly documented and since at least one of these men outlived Wolf by at least three decades we can rightly conclude that the situation continued until the end of the last century.

Another observation worth mentioning concerns the change in the precarious status of women during wars. Virginia Wolf observes how the Crimean War that ended in 1856 and the First World War that ended in 1918 brought to light many female personalities such as Florence Nightingale and many others. Had Virginia Woolf survived the Second World War, she would have found much more confirmation of this theory since the demographic change due to the death of many men gave more and more women access not only to the possibility of having a considerable income of their own but also to success in activities with greater notoriety. Since intellectual freedom depends on material things and women have always been by right as poor as the son of an Athenian slave, when the demographic situation undergoes changes that allow the "sons of slaves" to emerge, women's names will increasingly be set aside for prestigious professions, important works and discoveries that favor progress. Having established this fact, the writer introduces the concept of androgynous intellect as a conjugation between male and female traits to form a superior mind and therefore also a superior literature. When man marries his feminine side and woman her masculine side in a marriage of opposites, the perfect fullness will be reached that will guarantee peace and freedom.

I hope I have drawn your attention to this essay and convinced you to have a taste of Virginia Wolf's literature, a literature rich in concepts and information, flowing despite the many bibliographical references and revealing for the capacity of our intellect. After reading this book I truly feel richer, more satisfied and more aware of everything that concerns my intellect in the surrounding world. I strongly recommend reading this book not as an activist but as a researcher and the more "researchers" we have, the more fullness and peace we will obtain.








Per redigere questa recensione ho letto il libro Una Stanza Tutta per Sé di Virginia Woolf, casa editrice Newton Compton editori, collana I Classici del tempo, Classic House Book, 2019, ISBN 978-88-541-9104-4

In order to write this review I read in Italian the book A Room of One’s Own by Virginia Woolf, publishing house Newton Compton editori, Classici del tempo series, Classic House Book, 2019, ISBN 978-88-541-9104-4



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martedì 24 gennaio 2023

Le orchidee a gennaio



A gennaio, sempre, si rinnova l'anno,

A gennaio, spesso, nuovi piani si fanno.

A gennaio si aprono nuove strade, nuove opportunità,

A gennaio il testimone passa ai prossimi amori,

Alle prossime speranze, melancolie, delusioni,

A gennaio la mia orchidea di nuovo fiorirà.

Piccoli petali, forme, nervature,

Un'esplosione di colori, luce, sfumature,

Rallegreranno le giornate tetri e faranno entrare il sole,

Laddove la vita rimane triste e ostile. 

A gennaio la mia orchidea fiorisce,

Di soppiatto, gentile e graziosa compagnia

Senza disturbare o fare rumore

Ogni anno più bella, più colma, più sontuosa.

Testimoni silenziose, amiche fidate,

Sublimano il grigio, ravvivano il colore

Per una primavera fresca, luminosa,

Volubili e timide, vergini spose. 

A gennaio la vita ricomincia e poi esplode,

Una ad una, a gennaio,

Le orchidee iniziano a fiorire...





Copyright ©  Florentina Andrei 2023

Immagini e testo di creazione propria. Per eventuali citazioni o riproduzioni parziali, a scopo illustrativo, d'insegnamento o ricerca, siete tenuti a menzionare la fonte come previsto dalla normativa internazionale di citazioni e diritto d'autore. Per eventuali usi a scopo commerciale, l'interessato è tenuto a contattare e raggiungere un accordo con l'autore.

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domenica 20 giugno 2021

Vecchie pagine, vecchi ricordi / Old pages, old memories



IT: Oggi, al mio risveglio, ho ripreso a sfogliare un libro che avevo letto tante volte e diversi anni fa. Charles Baudelaire è uno dei miei poeti preferiti e lo rileggo con piacere da quando ero adolescente. L'ultima volta che ho preso in mano "I fiori del male" ero in un momento molto bello e sereno della mia vita e rileggere le sue poesie cariche di emozioni, immagini, suoni, mi ha fatto rivivere e ricordare con gioia estatica quei momenti. I bei libri e le belle poesie sono come il vino buono, come le serate tranquille passate vicino ad un caminetto scoppiettante, come il sapore di un frutto esotico assaporato per la prima volta o il suono di un raro istrumento, perché rimangono impresse nella memoria per sempre e ogni volta che ritornano in mente, lo fanno con più vigore, con più intensità come se volessero restarci per sempre. 

ENG: Today, when I woke up, I resumed leafing through a book that I had read many times and several years ago. Charles Baudelaire is one of my favorite poets and I have enjoyed reading him since I was a teenager. The last time I picked up "The flowers of evil" I was in a very beautiful and peaceful moment of my life and rereading his poems full of emotions, images, sounds, made me relive and remember those moments with ecstatic joy. Beautiful books and beautiful poems are like good wine, like quiet evenings spent near a crackling fireplace, like the taste of an exotic fruit savoured for the first time or the sound of a rare instrument, because they remain engraved in the memory forever and every time they come back to mind, they do it with more vigor, with more intensity as if they wanted to stay there forever.





IT: Anche a voi piace rileggere certi libri? Cosa provate quando riprendete a sfogliare vecchie pagine? Leggendo di nuovo quelle parole, rivivete anche i momenti quando li avete letti la prima volta?

ENG: Do you also like to reread certain books? How do you feel when you resume turning over old pages? By reading those words again, do you also relive the moments when you first read them?

martedì 13 febbraio 2018

San Valentino - come lo vedo io / Valentine's day - the way I see it

Ciao anime belle,
Oggi sono qui con qualche consiglio per la tanto attesa festa degli innamorati. So che ne avete già visto una marea di post del genere che vi parlano di cosa prendere per Lei e cosa prendere per Lui ma il mio post è diverso. Io non voglio parlare di cose da comprare, anche se non potete fare la figuraccia che non avete preso manco un mazzo di fiori 😉 Per me San Valentino non vuol dire regalare e ricevere cose, per me San Valentino vuol dire fare qualcosa, fare qualcosa di speciale che vi farà ricordare quel momento anche molti anni dopo. Le cose si rompono, hanno un periodo di scadenza o si buttano ma il vissuto e i ricordi ti rimangono per sempre. Fra cinque anni, Lui non si ricorderà che gli avete comprato un taglia capelli o Lei che le avete regalato un profumo ma si ricorderà se per questo momento gli abbiate regalato un viaggio in un posto stupendo, un invito ad un concerto, la lettura di un poema d'amore o se gli abbiate preparato per la prima volta un dolce straordinario. La festa degli innamorati non deve essere una gara a chi spende di più ma una festa di emozioni e ricordi, una festa del vivere, una festa di sentimenti intensi.
Noi per San Valentino andremo a goderci la montagna, lo spa e il relax in un fine settimana tutto per noi. Nell'attesa ci regaleremo i soliti cioccolatini e fiori sognando il weekend. A voi anche una poesia d'amore perché parliamo dopotutto della festa degli innamorati...


è assurdo
Dice la ragione
è quel che è
Dice l’amore

è infelicità
Dice il calcolo
Non è altro che dolore
Dice la paura
è vano 
dice il giudizio
è quel che è
Dice l’amore

è ridicolo
Dice l’orgoglio
è avventato
Dice la prudenza
è impossibile
Dice l’esperienza
è quel che è
Dice l’amore
                                                                            è quel che è - Eric Fried




ENGLISH

Hello to all you beautiful hearts,
Today I'm here with some advice for the long-awaited Valentine's day. I know you have already seen a flood of posts that tell you what things to give to Her and what gift to make to Him but my post is different. I do not want to talk about things to buy, but this doesn't mean you can do a poor figure not buying at least a bouquet of flowers😉 For me, Valentine's Day does not mean giving and receiving things, for me Valentine's Day means doing things, doing something special that will remind you of that moment many years later. Things break, have a period of expiration or are thrown away but the experience and the memories remain forever. Five years later, he will not remember that you bought him a haircutter or you gave her a perfume but he will remember if for this moment you have given him a trip to a beautiful place, an invitation to a concert, read a poem of love or if you have prepared an extraordinary dessert for the first time. Valentine's day should not be a race to who spends more but a celebration of emotions and memories, a festival of life, a party of intense feelings. We for Valentine's Day we will enjoy the mountains, the spa and relax on a weekend all for us. In the meantime we will give each other the usual chocolates and flowers dreaming of the weekend. To you also a love poem because we speak after all of the lovers's day...



























Premesse/ Premises
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mercoledì 17 gennaio 2018

L'amore come metafora

Ciao belle anime,
È da un po’ che non vi parlo di qualcosa che mi piace a tal punto da diventare un'ossessione. Io amo la poesia e amo la musica perciò le canzoni che coniugano questi due elementi mi affascinano. Oggi pensavo di parlarvi di una canzone uscita da poco, una canzone particolare per il modo in cui utilizza le metafore.  Questa canzone si chiama "L'amore è" di Enrico Nigiotti ed è un splendido inno all'amore. La parte che mi piace di più è il modo in cui usa le metafore per descrivere questo sentimento talmente complesso, che spesso non basta una sola parola per definirlo. Quando ami diventi forte, diventi grande per la persona che ti corrisponde il sentimento e questa cosa Enrico Nigiotti l'ha espressa benissimo nella frase "l'amore è avere armi senza fare male" perché non c'è niente di meglio a dare ali, forza e coraggio ad una persona quanto l'amore. La frase "l'amore è solo carte da scoprire" mi fa venire in mente quanto sia imprevedibile questo sentimento e quanto possa essere bello scoprire sempre cose nuove nella persona amata. Mi piace particolarmente il modo in cui il cantautore ha descritto la sicurezza che l'amore possa ispirare ad una persona con la frase "proteggimi dall'alba di un futuro che non conosco". 
Forse la metafora che mi piace di più è "l'amore è scarpe vecchie che non vuoi buttare" perché sintetizza in queste parole l'attaccamento e la forza di questo sentimento duraturo, a volte eterno. 
Penso che anche voi concordate che il messaggio di questa canzone è che l'amore vuol dire fiducia, l'amore significa fidarsi, credere anche quando ci sono tante cose da cambiare, credere quando gli interessi cambiano e le persone cambiano, credere anche quando sembra che non ci sia più nulla. 

Adesso vi lascio ascoltare questa canzone, fatemi sapere cosa ne pensate nei commenti qui sotto. 
Baci e abbracci, 
la vostra 
Flo







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