Visualizzazione post con etichetta Romanian writers. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Romanian writers. Mostra tutti i post

domenica 31 maggio 2026

Notti a Serampore di Mircea Eliade - recensione di libro / Nights in Serampore by Mircea Eliade - book review

 


Carissimi amici e lettori,

Oggi ritorno con una nuova recensione letteraria e il libro che intendo recensire oggi è il racconto esoterico del filosofo e scrittore romeno Mircea Eliade. In passato avevo recensito il romanzo Maitreyi, ispirato al viaggio che Eliade intraprese in India alla fine degli anni venti e inizio anni trenta dello scorso secolo e come l’allora romanzo, anche questo racconto s’ispira allo stesso momento e alle stesse esperienze. Seppur simile per quanto riguarda gli elementi di tantrismo, filosofia e folklore indù, questo racconto imbocca la strada dell’occultismo, della religiosità cosmica in quello che sarà un precursore dei moderni romanzi onirici. Il racconto è stato pubblicato nel volume “Il segreto del dottore Honigberger” insieme alla novella omonime e in questa formula rientra nell'asse stilistico fantastico, insieme ad opere come "Il serpente" e "Signorina Christina".

Il racconto si sviluppa intorno alle esperienze che tre amici intellettuali, orientalisti, di origine, estrazione sociale e convinzione religiosa diverse, sperimentano nella foresta bengala durante un viaggio a Serampore, nei pressi di Calcutta. Bensì il racconto Notti a Serampore come altre opere del medesimo autore, s’ispiri a fatti ed eventi realmente accaduti e vissuti, questo racconto, come precedentemente dichiarato dallo stesso Eliade, si sviluppa in un’ambientazione immaginaria in quanto non esistono foreste intorno al Serampore. Il narratore è un giovane orientalista romeno arrivato in India due anni prima per studiare le filosofie e le religioni orientali, insieme a lui in questa avventura, il suo celebre insegnante di lingua persiana, Bogdanof, un ortodosso russo che manifesta comprensione per i musulmani disprezzando invece gli indù e Van Manen, bibliotecario e segretario della Società Asiatica del bengala e studioso della lingua tibetana. Insieme vivono un’esperienza che scuoterà dalle fondamenta i loro valori e la conoscenza della vita. Altri personaggi edificanti per la storia sono anche il milionario Budge che invita i nostri orientalisti nella sua casa a Serampore, Suren Bose, un professore all’università di Calcutta segretamente istruito alle pratiche tantriche, Swami Shivanda, insegnante e leader spirituale indù, praticante del tantra che ha abbandonato la sua professione di medico per dedicarsi alla ricerca dell’illuminazione, Nīlāmvara Dāsa, facoltoso nobile bengalese vissuto 150 anni prima degli eventi narrati nel racconto e sua moglie Lila, oggetto materiale degli eventi descritti. Da notare subito la bipartizione dei personaggi in personaggi di origine e filosofia occidentale ed europea (i nostri tre orientalisti) e personaggi autoctoni e affini alla spiritualità indica (Suren Bose e Swami Shivanda). 

Scritto in prima persona, con nove capitoli e 136 pagine, questo racconto si legge facilmente e finisce prima che ci rendiamo conto di averlo letto. Il finale lascia una sensazione di sbigottimento e confusione perché il lettore occidentale, come i tre orientalisti del racconto, cerca una spiegazione logica e scientifica agli eventi narrati. In Notti a Serampore, l’autore cerca di illustrare come a volte per comprendere certi momenti occorre rinunciare a verificare con i sensi e contrapporre alle conoscenze scientifiche e alle nozioni empiriche quello che viviamo. A volte bisogna contemplare il miracolo, il fantastico, il sovvranaturale e nel caso specifico di questo racconto, mettere in dubbio la linearità spazio temporale e aprirci all’idea del viaggio nel tempo, degli universi paralleli, del mistico, al tantrismo e agli altri concetti descritti nell’induismo e nel buddismo. Nonostante il titolo notti a Serampore, il racconto dipinge gli eventi di una sola notte dunque già dal titolo lo scrittore ci invita ad esplorare la storia da più punti di vista e non considerare un evento come un’entità singolare e unica. In conclusione, questo libro sarà apprezzato da persone che amano esplorare concetti, ideologie, filosofie, persone con mentalità e approcci aperti, flessibili, elastici e antidogmatici.





ENGLISH

Dear friends and readers,

Today I return with a new literary review and the book I intend to review today is the esoteric tale of the Romanian philosopher and writer Mircea Eliade. In the past I had reviewed the novel Maitreyi, inspired by the journey that Eliade undertook in India in the late twenties and early thirties of the last century and like the then novel, this story is also inspired by the same moment and the same experiences. Although similar in terms of elements of tantrism, philosophy and Hindu folklore, this story takes the path of occultism, of cosmic religiosity in what will be a forerunner of modern oneiric novels. The story was published in the volume "The secret of doctor Honigberger" together with the novel of the same name and in this disposition, falls within the fantastic stylistic axis, together with works such as "The snake" and "Miss Christina".

The story develops around the experiences that three intellectual friends, orientalists, of different origins, social backgrounds and religious beliefs, experience in the forest of Bengal during a trip to Serampore, near Calcutta. Although the story Nights in Serampore like other works by the same author, is inspired by facts and real life events events, this story, as previously stated by Eliade himself, develops in an imaginary setting as there are no forests around Serampore . The narrator is a young Romanian orientalist who arrived in India two years earlier to study oriental philosophies and religions, together with him in this adventure, his famous Persian language teacher, Bogdanof, a Russian Orthodox who shows understanding for Muslims, despising instead the Hindus and Van Manen, librarian and secretary of the Asian Society of Bengal and scholar of the Tibetan language. Together they live an experience that will shake to the foundations their values and knowledge of life. Other edifying characters for the story are also the millionaire Budge who invites our orientalists to his house in Serampore, Suren Bose, a professor at the University of Calcutta secretly instructed in tantric practices, Swami Shivanda, Hindu teacher and spiritual leader, practitioner of tantra who abandoned his profession as a doctor to devote himself to the search for enlightenment, Nīlāmvara Dāsa, a wealthy Bengali nobleman who lived 150 years before the events narrated in the story and his wife Lila, the material object of the events described. Immediately note the bipartition of the characters into characters of Western and European origin and philosophy (our three orientalists) and autochthonous characters close to Indian spirituality (Suren Bose and Swami Shivanda).

Written in the first person, with nine chapters and 136 pages, this short story reads easily and is over before you know you've read it. The ending leaves a feeling of bewilderment and confusion because the western reader, like the three orientalists of the story, seeks a logical and scientific explanation for the events narrated. In Nights at Serampore, the author tries to illustrate how sometimes in order to understand certain moments, is necessary to give up verifying with the senses and contrast scientific knowledge and empirical notions with living experience. Sometimes we need to contemplate the miracle, the fantastic, the supernatural and in the specific case of this story, question the space-time linearity and open ourselves to the idea of time travel, parallel universes, the mystical, tantrism and other concepts described in Hinduism and Buddhism. Despite the title Nights in Serampore, the story paints the events of a single night, therefore already from the title the writer invites us to explore the story from multiple points of view and not to consider an event as a singular and unique entity. In conclusion, this book will be appreciated by people who like to explore concepts, ideologies, philosophies, open-minded people with flexible, elastic and anti-dogmatic approaches.








Disclaimer e premesse / Disclaimer and premises

IT: Questo post non ha scopi commerciali e non incoraggia vendite, denominazioni, immagini, opinioni ed eventuali link presenti sono solo a scopo informativo. Le immagini ritraggono un prodotto acquistato regolarmente che ho valutato in quanto consumatore e lettore. Questo post è di mia completa creazione per quanto riguarda contenuti, foto e idee espresse. Prima di usare qualsiasi parte di questo post siete pregati di contattarmi e nel caso vi abbia ispirato per altre creazioni, vi chiedo cortesemente di menzionare la fonte.

ENG: This post has no commercial purposes and does not encourage sales, names, pictures, opinions and eventual links are present only for an informative purpose. The images depict a regularly purchased product that I have evaluated as a consumer and reader. This post is of my entire creation as for contents, photos and expressed ideas. Before using any part of it, you need to contact me and in case it inspired you for other creations, I gently ask you to mention the source.


sabato 5 aprile 2025

Maitreyi di Mircea Eliade - recensione letteraria / Maitreyi by Mircea Eliade - book review

 


Carissimi amici e lettori,

Oggi recensirò il romanzo Maitreyi dello scrittore rumeno Mircea Eliade. Fare riferimento a Mircea Eliade solo come scrittore significherebbe sminuire la sua opera e la sua persona perché Mircea Eliade era filosofo, saggista, storico delle religioni, antropologo, orientalista, mitografo, esoterista e accademico, avendo lui insegnato all’università di Sorbona, Ecole des Hautes Etudes e finalmente all’università di Chicago, negli Stati Uniti. Mircea Eliade è sempre stato un grande viaggiatore e uomo di cultura, parlava 8 lingue e aveva collaborato con le più grandi personalità del tempo come Carl Gustav Jung, Eugène Ionesco, Giuseppe Tucci, Ernst Junger e tanti altri. Il suo viaggio in India dal 1928 al 1931 segnò il suo orientamento filosofico e letterario. Varie sue opere furono il risultato di questa esperienza, tra le quali anche il romanzo che recensirò oggi, Maitreyi.

Alla prima vista, Maitreyi sembra essere un romanzo d’amore ma in realtà è molto più. Il filo conduttore di questo romanzo è infatti la storia di amore che nasce fra Maitreyi, un’adolescente appartenente ad una ricca famiglia indiana ed Allan, un giovane impiegato di origini europee, trovatosi in India per motivi lavorativi ai tempi in cui il paese era ancora una colonia britannica. A questo filo conduttore s’intrecciano anche componenti mistici, filosofici, etici nonché aspetti importanti del romanzo di formazione per convogliare armoniosamente in una splendida unione che ha come risultato un romanzo complesso e allo stesso tempo semplice. Oltre ai nostri personaggi principali, ad animare le poco più di due cento pagine di questo libro abbiamo anche: l’ingegnere Narendra Sen, padre di Maitreyi e datore di lavoro di Allan, sua moglie, la signora Sen, Chabu, sorella più giovane di Maitreyi, Harold, amico e confidente di Allan, Geurtrie, amica spasimante di Allan e un lungo numero di dipendenti della famiglia Sen, con ruoli per niente trascurabili nello sviluppo della narrazione.

La narrazione è fluida e coinvolgente come una danza che passa con eleganza da movimenti soavi a pause di angoscia e apprensione e culmina con ritmi allerti di sofferenza e vero strazio. Il linguaggio è ricco, ricercato e allo stesso tempo comprensibile ad un livello istintivo. Leggere questo romanzo è come sperimentare un abbraccio, quando senti ogni particolare dell’altro, senza andare a guardare o cercare, lasciandoti semplicemente coinvolgere da un punto di vista sensoriale, affettivo, psicologico e affettivo in un’esperienza edificante.

Non voglio raccontare aspetti di questo romanzo perché vorrei incoraggiarvi a scoprirlo personalmente e vi assicuro che sarà un’esperienza indimenticabile. Io l’ho letto due volte nella mia vita, la prima volta in adolescenza, in rumeno, la lingua in cui fu scritto in origine e adesso in italiano, quanto una mentalità diversa e con molta più esperienza come lettore ed entrambe le volte sono rimasta affascinata. Forse la seconda volta l’ho apprezzato ancora di più, vuoi per la mia passione per le lingue straniere, che avvolgono tutto in suono più melodico e dolce alle mie orecchie, vuoi perché con il tempo ho approfondito meglio certi concetti, ma la conclusione rimane la stessa, Maitreyi è un romanzo che raccomando caldamente.

 




ENGLISH

Dear fiends and readers,

Today I will review the novel Maitreyi by the Romanian writer Mircea Eliade. Referring to Mircea Eliade only as a writer would belittle his work and his person because Mircea Eliade was a philosopher, essayist, historian of religions, anthropologist, orientalist, mythographer, esotericist and academic, having taught at the Sorbonne University, Ecole des Hautes Etudes and finally at the University of Chicago, in the United States. Mircea Eliade has always been a great traveler and a man of culture, he spoke 8 languages ​​and had collaborated with the greatest personalities of the time such as Carl Gustav Jung, Eugène Ionesco, Giuseppe Tucci, Ernst Junger and many others. His trip to India from 1928 to 1931 marked his philosophical and literary orientation. Several of his works were the result of this experience, including the novel I will review today, Maitreyi.

At first glance, Maitreyi seems to be a romance novel but in reality, it is much more. The underlying theme of this novel is in fact the love story that develops between Maitreyi, a teenager from a rich Indian family and Allan, a young employee of European origins who found himself in India for work at a time when the country was still a British colony. Mystical, philosophical, ethical components as well as important aspects of the Bildungsroman are also intertwined with this underlying theme to harmoniously convey a splendid union that results in a complex and at the same time simple novel. In addition to our main characters, the little more than two hundred pages of this book are also animated by: the engineer Narendra Sen, Maitreyi's father and Allan's employer, his wife, Mrs. Sen, Chabu, Maitreyi's younger sister, Harold, Allan's friend and confidant, Geurtrie, Allan's amorous friend and a long list of employees of the Sen family, with roles that are by no means negligible in the development of the narrative.

The narration is fluid and engaging like a dance that elegantly passes from gentle movements to pauses of anguish and apprehension and culminates with alert rhythms of suffering and true torment. The language is rich, refined and at the same time understandable on an instinctive level. Reading this novel is like experiencing a hug, when you feel every detail of the other, without going to look or search, simply letting yourself be involved from a sensorial, emotional, psychological and affective point of view in an edifying experience.

I don’t want to reveal to you the aspects of this novel because I would like to encourage you to discover it personally and I assure you that it will be an unforgettable experience. I have read it twice in my life, the first time in adolescence, in Romanian, the language in which it was originally written and now in Italian, with a different mentality and with much more experience as a reader and both times I was fascinated. Perhaps the second time I appreciated it even more, either because of my passion for foreign languages, which envelop everything in a more melodic and sweet sound to my ears, or because over time I have better explored certain concepts, but the conclusion remains the same, Maitreyi is a novel that I warmly recommend.




ROMANA

Dragi prieteni si cititori,

Astăzi voi face o recenzie a romanului Maitreyi al scriitorului român Mircea Eliade. Referindu-ne la Mircea Eliade doar ca scriitor, ar bagateliza opera și persoana lui, deoarece Mircea Eliade a fost filozof, eseist, istoric al religiilor, antropolog, orientalist, mitograf, ezoterist și academic, care a predat la Sorbona University, Ecole des Hautes Etudes și în cele din urmă la Universitatea din Chicago, în Statele Unite. Mircea Eliade a fost întotdeauna un mare călător și un om de cultură, a vorbit 8 limbi și a colaborat cu cele mai mari personalități ale vremii precum Carl Gustav Jung, Eugène Ionesco, Giuseppe Tucci, Ernst Junger și mulți alții. Călătoria sa în India din 1928 până în 1931 a marcat orientarea sa filozofică și literară. Câteva dintre lucrările sale au fost rezultatul acestei experiențe, inclusiv romanul pe care îl voi revizui astăzi, Maitreyi.

La prima vedere, Maitreyi pare a fi un roman de dragoste, dar în realitate este mult mai mult de atat. Tema de bază a acestui roman este, de fapt, povestea de dragoste care se dezvoltă între Maitreyi, o adolescenta dintr-o familie indiană bogată, și Allan, un tânăr angajat de origini europene care s-a găsit în India pentru muncă într-o perioadă în care țara era încă o colonie britanică. Acest fir comun include și componente mistice, filozofice, etice precum și aspecte importante ale Bildungsromanului, care converg armonios într-o unire splendidă care are ca rezultat un roman complex și în același timp simplu. Pe lângă personajele noastre principale, cele mai puțin de două sute de pagini ale acestei cărți sunt animate și de: inginerul Narendra Sen, tatăl lui Maitreyi și angajatorul lui Allan, soția sa, doamna Sen, Chabu, sora mai mică a lui Maitreyi, Harold, prietenul și confidentul lui Allan, Geurtrie, prietena si admiratoarea lui Allan, dar si o listă îndelungată de angajati ai familiei Sen, cu un roluri neglijabile în dezvoltarea narațiunii.

Narațiunea este fluidă și captivantă asemeni un dans care trece elegant de la mișcări blânde la pauze de angoasă și aprehensiune și culminează cu ritmuri alerte de suferință și chin adevărat. Limbajul este bogat, sofisticat și în același timp ușor de înțeles la nivel instinctiv. Citirea acestui roman este ca experienta unei îmbrățișari, când simți fiecare detaliu al celuilalt, fără a fi nevoie să te uiți sau să cauți, pur și simplu lăsându-te implicat din punct de vedere senzorial, emoțional, psihologic și afectiv într-o experiență edificatoare.

Nu vreau să vă povestesc aspecte ale acestui roman pentru că aș dori să vă încurajez să îl descoperiți personal și vă asigur că va fi o experiență de neuitat. L-am citit de două ori în viața mea, prima dată în adolescență, în limba română, limba în care a fost scris inițial, iar acum în italiană, cu o altă mentalitate și mult mai multă experiență de cititor, și de ambele ori m-a fascinat. Poate a doua oară l-am apreciat și mai mult, fie din cauza pasiunii mele pentru limbile străine, care învăluie totul într-un sunet mai melodic și mai dulce pentru urechi, fie pentru că de-a lungul timpului am înțeles mai bine anumite concepte, dar concluzia rămâne aceeași, Maitreyi este un roman pe care îl recomand cu căldura.













Disclaimer e premesse / Disclaimer and premises

IT: Questo post non ha scopi commerciali e non incoraggia vendite, denominazioni, immagini ed eventuali link presenti sono solo a scopo informativo. Le immagini ritraggono un prodotto acquistato regolarmente che ho valutato in quanto consumatore. Questo post è di mia completa creazione per quanto riguarda contenuti, foto e idee espresse. Prima di usare qualsiasi parte di questo post siete pregati di contattarmi e nel caso vi abbia ispirato per altre creazioni, vi chiedo cortesemente di menzionare la fonte.

ENG: This post has no commercial purposes and does not encourage sales, names, pictures and eventual links are present only for an informative purpose. The images depict a regularly purchased product that I have evaluated as a consumer. This post is of my entire creation as for contents, photos and expressed ideas. Before using any part of it, you need to contact me and in case it inspired you for other creations, I gently ask you to mention the source.

 


giovedì 9 novembre 2023

Recenzie de carte di intorcere la origini / Recensione letteraria e ritorno alle origini / Book review and return to origins

Pocainta prin dans sau Ciuleandra de Liviu Rebreanu - recenzie de carte

Pentimento attraverso la danza o Ciuleandra di Liviu Rebreanu - recensione del libro

Repentance through dance or Ciuleandra by Liviu Rebreanu - book review 

 


Salutari dragi cititori,

In sfarsit public o recenzie de carte a unui autor roman, cineva ar putea comenta ca era cazul… Marturisesc ca a trecut ceva timp de cand am citit ultima oara carti in limba romana si a trecut si mai mult timp de cand citesc autori romani. De-a lungul studiilor mele si a anilor petrecuti in tara mea natala, am citit foarte multi scriitori romani, asadar cred ca pot spune ca nu exista o opera importanta pe care sa nu o fi citit sau vreun scriitor de nota cu care sa nu fi facut cunostinta macar prin una din creatiile sale. Asadar pentru ca doream sa imi largesc orizonturile literare dar si pentru ca nu imi era asa de la indemana sa imi procur carti in limba romana, in ultimii ani nu am mai citit nimic in dulcele nostru grai. Am decis sa ma intorc la origini cu unul din autorii mei preferati, Liviu Rebreanu si desi am achizitionat si operele lui de capatai, Padurea Spanzuratilo, Ion si Rascoala, toate lecturi obligatorii in timpul studiilor pe care oricum le voi recitii, cu alti ochi si alta minte, am decis sa citesc o carte a lui pe care nu o citisem in precedenta, Ciuleandra.

Incep imediat prin a spune ca am fost usor dezamagita, nu pentru ca as fi facut comparatie cu autorii de premiu Nobel pe care ii citesc in ultima vreme, ci pentru ca l-am comparat cu operele lui de capatai, pe care mi le amintesc in continuare cu mare vivacitate. In romanul Ciuleandra, Liviu Rebreanu se distanteaza de mediul rural atat de bine descris si evocat in Ion si in Rascoala si plaseaza actiunea intr-un mediu burghez imediat dupa Primul Razboi Mondial. Nu am gasit nimic memorabil in ambientarea acestui roman si marturisesc ca frecventele fraze si alocutiuni in limba franceza m-au nedumerit serios. Cunosc bine limba franceza si oricum fragmementele introduse in acest roman nu cereau o cunostinta temeinica a limbii dar constant imi aminteau de opera lui Caragiale si modul in care acest autor critica o societate superficiala si fatarnica. Probabil ca Liviu Rebreanu cauta chiar sa potretizeze astfel societatea si personajele din roman dar am ramas dezamagita intrucat relua o tehnica deja cunoscuta si o intrebuinta chiar cu mai putin aplomb, as adauga eu.

Personajele principale, Puiu Faranga, tatal sau, batranul Policarp Faranga, Madalina, numita Madelaine, sotia lui Puiu, si medicul Ursu, desi sunt descrise minutios nu sunt la fel de incisive si nu creaza impactul cu care autorul ne-a obisnuit in romanele sale de capatai. Lungile dialoguri interioare ale acestor personaje, aveau un iz fortat, strain si mi-au creat un oarecare discomfort. Am apreciat mai mult modul in care a portretizat personajele secundare, Tante Tilda, gardianul Andrei sau prefectul politiei, Nicolae Spahiu, care prin dialogurile si comportamentele lor conving mai mult cititorul. Intriga acestui roman este simpla, Puiu Faranga intr-un episod de furie necontrolata si inexplicabila, isi ucide sotia, Madalina Faranga, cunoscuta in societate si in familie sub numele de Madeleine. La aceasta stire, Policarp Faranga, tatal lui Puiu, boier si fost ministru al Justitiei decide sa isi denunte fiul si sa il interneze intr-un sanatoriu pentru boli psihice. In acest demers il asista procurorul Savulescu si prefectul Spahiu care initial ar fi dorit sa arhiveze cazul ca simplu incident. Din acest motiv Puiu este internat in cadrul clinicii Demarat unde nu poate fi asistat de un medic renumit ci are de a face cu un medic tanar, reticent si aparent ostil. Punctul central al acestui roman este dansul Ciuleandra, specific zonei Argesului, dans care i-a permis lui Puiu sa o cunoasca pe Madalina si sa se indragosteasca de ea. In timpul sederii la clinica, Ciuleandra devine obsesia lui Puiu, el incearca sa si-o aminteasca, sa retraiasca intensitatea melodiei, a pasilor ca si cum fiecare miscare i-ar fi adus-o mai aproape pe Madalina. Prin acest dans, Puiu incearca sa isi exorcizeze demonii si sa isi ispaseasca pacatul. Ciuleandra constituie sansa lui Puiu de a se rascumpara si de a o jelui in intimitate pe Madalina. Desi o cunoastem pe Madalina doar din prisma celorlalte personaje, prezenta sa este importanta, eclatanta si duioasa in acelasi timp. In final am indragit-o pe Madalina si am indragit modul in care autorul ne-a descris-o, ea fiind elementul cheie si personajul fundamental al acestui roman.

Liviu Rebreanu se confirma si in acest roman o excelenta in sondarea componentei psihologice, si desi Ciuleandra ramane departe de Padurea Spanzuratilor din acest punt de vedere, reuseste oricum sa surprinada cititorul di nenumarate deductii si răsuciri de situatie neasteptate.

In concluzie acest roman este o lectura placuta, nu e deloc provocator sau greoi, naratiunea se desfasoara lin iar finalul finalul rasplătește angajamentul cititorului.

 



ITALIANO

Ciao carissimi lettori,

Finalmente pubblico la recensione di un libro di un autore rumeno, qualcuno potrebbe commentare che era finalmente il caso... Confesso che è passato un po' di tempo dall'ultima volta che ho letto libri in rumeno ed è passato ancora più tempo dall'ultima volta che ho letto libri di scrittori rumeni. Durante i miei studi e negli anni trascorsi nel mio paese natale, ho letto molti scrittori rumeni, quindi penso di poter dire che non c'è opera importante che non abbia letto o scrittore degno di nota con cui non abbia fatto conoscenza attraverso almeno una delle sue creazioni. Quindi, poiché volevo ampliare i miei orizzonti letterari, ma anche perché era così fuori dalla mia portata acquistare libri in rumeno, negli ultimi anni non ho letto nulla nella nostra dolce lingua. Ho deciso di tornare alle mie origini con uno dei miei autori preferiti, Liviu Rebreanu e nonostante abbia acquistato anche le sue più importanti opere, La foresta degli impiccati, Ion e La ribellione, tutte letture obbligatorie durante i miei studi che rileggerò comunque, con occhi diversi e mente diversa, ho deciso di leggere un suo libro che non avevo mai letto prima, Ciuleandra.

Premetto subito che sono rimasto un po' delusa, non perché avrei fatto un paragone con gli autori premi Nobel che sto leggendo ultimamente, ma perché l'ho paragonato ai suoi capolavori, che ricordo tuttora con grande vivacità. Nel romanzo Ciuleandra, Liviu Rebreanu prende le distanze dall'ambiente rurale così ben descritto ed evocato in Ion e in Rascoala e colloca l'azione in un ambiente borghese dell'immediato dopoguerra del primo conflitto mondiale. Non ho trovato nulla di memorabile nell'ambientazione di questo romanzo e confesso che le frasi e le espressioni frequenti in lingua francese mi hanno lasciato seriamente perplessa. Conosco bene la lingua francese e comunque i frammenti introdotti in questo romanzo non hanno richiesto una conoscenza approfondita della lingua ma mi hanno costantemente ricordato l'opera di Caragiale e il modo in cui quest’ultimo critica una società superficiale e infida. Probabilmente Liviu Rebreanu sta cercando di ritrarre la società e i personaggi del romanzo in questo modo, ma sono rimasto delusa perché ha ripreso una tecnica già conosciuta e l'ha adoperata, aggiungerei, con ancora meno disinvoltura.

I personaggi principali, Puiu Faranga, suo padre, il vecchio Policarp Faranga, Madalina, detta Madelaine, moglie di Puiu, e il dottor Ursu, sebbene siano descritti dettagliatamente, non sono così incisivi e non creano l'impatto a cui l'autore ci ha abituato nei suoi capolavori. I lunghi dialoghi interiori di questi personaggi avevano un suono forzato, estraneo e mi creavano un certo disagio. Ho apprezzato di più il modo in cui ha ritratto i personaggi secondari, Tante Tilda, la guardia Andrei o il prefetto di polizia Nicolae Spahiu, che attraverso dialoghi e comportamenti, convincono maggiormente il lettore. La trama di questo romanzo è semplice, Puiu Faranga, in un episodio di rabbia incontrollata e inspiegabile, uccide sua moglie, Madalina Faranga, conosciuta in società e in famiglia come Madeleine. A questa notizia, Policarp Faranga, padre di Puiu, nobile ed ex ministro della Giustizia, decide di denunciare suo figlio e di rinchiuderlo in un sanatorio per malattie mentali. In questa impresa è assistito dal procuratore Savulescu e dal prefetto Spahiu, i quali inizialmente volevano archiviare il caso come un semplice incidente. Per questo motivo Puiu viene ricoverato alla clinica Demarat dove non può essere assistito da un famoso medico ma deve fare i conti con un piuttosto giovane, riluttante e apparentemente ostile nedico. Il punto centrale di questo romanzo è la danza Ciuleandra, specifica della zona di Arges, una danza che ha permesso a Puiu di incontrare Madalina e di innamorarsi di lei. Durante la permanenza in clinica, Ciuleandra diventa l'ossessione di Puiu, lui cerca di ricordarla, di rivivere i passi e l'intensità della melodia, come se ogni movimento lo avvicinasse a Madalina. Attraverso questa danza, Puiu cerca di esorcizzare i suoi demoni ed espiare il suo peccato. Ciuleandra è l'occasione per Puiu di riscattarsi e piangere Madalina in privato. Anche se conosciamo Madalina solo dal punto di vista degli altri personaggi, la sua presenza è importante, suggestiva e tenera allo stesso tempo. Alla fine ho amato Madalina e ho amato il modo in cui l'autore l'ha descritta, essendo lei l'elemento chiave e il personaggio fondamentale di questo romanzo.

L'eccellenza di Liviu Rebreanu nel sondare la componente psicologica è confermata anche in questo romanzo, e sebbene Ciuleandra rimanga lontana rispetto a Padurea Spanzuratilor da questo punto di vista, riesce comunque a sorprendere il lettore con innumerevoli deduzioni e inattesi colpi di scena.

In conclusione, questo romanzo è una lettura piacevole, non è affatto impegnativo o pesante, la narrazione si svolge in modo fluido e il finale premia l'impegno del lettore.

 



ENGLISH

Hello dear readers,

I'm finally publishing a review of a book by a Romanian author, someone might say that it was finally the case to... I confess that it's been a while since I last read books in Romanian and it's been even longer since the last time I read books by Romanian writers. During my studies and in the years spent in my native country, I have read many Romanian writers, so I think I can say that there is no important work that I have not read or noteworthy writer with whom I have not become acquainted through at least one of his creations. So, because I wanted to broaden my literary horizons, but also because it was so out of my reach to purchase books in Romanian, I haven't read anything in our sweet language in recent years. I decided to return to my origins with one of my favorite authors, Liviu Rebreanu and despite having also purchased his most important works, The Forest of the Hanged, Ion and The Rebellion, all obligatory reading during my studies which I will reread anyway, with different eyes and a different mind, I decided to read a book of his that I had never read before, Ciuleandra.

I'll start by saying that I was a little disappointed, not because I would have made a comparison with the Nobel Prize-winning authors I've been reading lately, but because I compared it to his masterpieces, which I still remember with great vividness. In the novel Ciuleandra, Liviu Rebreanu distances himself from the rural environment so well described and evoked in Ion and Rascoala and places the action in a bourgeois environment immediately after the First World War. I found nothing memorable in the setting of this novel and I confess that the frequent phrases and expressions in French left me seriously perplexed. I know the French language well and in any case the fragments introduced in this novel did not require in-depth knowledge of the language but they constantly reminded me of Caragiale's work and the way in which the latter criticizes a superficial and treacherous society. Liviu Rebreanu is probably trying to portray society and the characters of the novel in this way, but I was disappointed because he took an already known technique and used it, I would add, with even less assurance.

The main characters, Puiu Faranga, his father, the old Policarp Faranga, Madalina, known as Madelaine, Puiu's wife, and Doctor Ursu, although they are described in detail, they are not as incisive and do not create the impact that the author used to accustome us in his masterpieces. The long internal soliloquy of these characters had a fake, estrange aspect and created a certain discomfort for me. I appreciated more the way in which he portrayed the secondary characters, Tante Tilda, the guard Andrei or the police prefect Nicolae Spahiu, who convince the reader more through dialogues and behaviors. The plot of this novel is simple, Puiu Faranga, in an episode of uncontrolled and inexplicable rage, kills his wife, Madalina Faranga, known in society and in the family as Madeleine. Upon hearing this news, Policarp Faranga, Puiu's father, nobleman and former Minister of Justice, decides to report his son and lock him up in a sanatorium for mental illnesses. In this undertaking he is assisted by the prosecutor Savulescu and the prefect Spahiu, who initially wanted to dismiss the case as a simple accident. For this reason, Puiu is admitted to the Demarat clinic where he cannot be assisted by a famous doctor but he has to deal with a rather young, reluctant and apparently hostile doctor. The central point of this novel is the Ciuleandra dance, specific to the Arges area, a dance that allowed Puiu to meet Madalina and fall in love with her. During his stay in the clinic, Ciuleandra becomes Puiu's obsession, he tries to remember it, to relive its steps and the intensity of its melodic line, as if every movement of hers brought him closer to Madalina. Through this dance, Puiu tries to exorcise his demons and atone for his sin. Ciuleandra is Puiu's chance to redeem himself and mourn Madalina in private. Even if we only know Madalina from the point of view of the other characters, her presence is important, suggestive and tender at the same time. In the end I loved Madalina and I loved the way the author described her, she being the key element and the fundamental character of this novel.

Liviu Rebreanu's excellence in probing the psychological component is also confirmed in this novel, and although Ciuleandra remains distant from Padurea Spanzuratilor for that matter, it still manages to surprise the reader with countless deductions and unexpected twists.

In conclusion, this novel is a pleasant read, it is not at all challenging or heavy, the narrative unfolds smoothly and the ending rewards the reader's commitment.








Copyright ©  Florentina Andrei 2023

Immagini e testo di creazione propria. Per eventuali citazioni o riproduzioni parziali, a scopo illustrativo, d'insegnamento o ricerca, siete tenuti a menzionare la fonte come previsto dalla normativa internazionale di citazioni e diritto d'autore. Per eventuali usi a scopo commerciale, l'interessato è tenuto a contattare e raggiungere un accordo con l'autore.

Images and text of my personal creation.  For any citations or partial reproductions, for illustrative, instruction or research purposes, one has to mention the source as required by international citation and copyright law.  For any use for commercial purposes, the interested party is required to contact and reach an agreement with the author.

Recommended post

Solo Cose Belle ottobre 2024 parte 1 / Only Beautiful Things October 2024 part 1

ITALIANO   Ciao carissimi amici,  Finalmente riesco a scrivere il post in merito alle cose belle che ho vissuto durante il mese corrente e s...