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domenica 31 maggio 2026

Notti a Serampore di Mircea Eliade - recensione di libro / Nights in Serampore by Mircea Eliade - book review

 


Carissimi amici e lettori,

Oggi ritorno con una nuova recensione letteraria e il libro che intendo recensire oggi è il racconto esoterico del filosofo e scrittore romeno Mircea Eliade. In passato avevo recensito il romanzo Maitreyi, ispirato al viaggio che Eliade intraprese in India alla fine degli anni venti e inizio anni trenta dello scorso secolo e come l’allora romanzo, anche questo racconto s’ispira allo stesso momento e alle stesse esperienze. Seppur simile per quanto riguarda gli elementi di tantrismo, filosofia e folklore indù, questo racconto imbocca la strada dell’occultismo, della religiosità cosmica in quello che sarà un precursore dei moderni romanzi onirici. Il racconto è stato pubblicato nel volume “Il segreto del dottore Honigberger” insieme alla novella omonime e in questa formula rientra nell'asse stilistico fantastico, insieme ad opere come "Il serpente" e "Signorina Christina".

Il racconto si sviluppa intorno alle esperienze che tre amici intellettuali, orientalisti, di origine, estrazione sociale e convinzione religiosa diverse, sperimentano nella foresta bengala durante un viaggio a Serampore, nei pressi di Calcutta. Bensì il racconto Notti a Serampore come altre opere del medesimo autore, s’ispiri a fatti ed eventi realmente accaduti e vissuti, questo racconto, come precedentemente dichiarato dallo stesso Eliade, si sviluppa in un’ambientazione immaginaria in quanto non esistono foreste intorno al Serampore. Il narratore è un giovane orientalista romeno arrivato in India due anni prima per studiare le filosofie e le religioni orientali, insieme a lui in questa avventura, il suo celebre insegnante di lingua persiana, Bogdanof, un ortodosso russo che manifesta comprensione per i musulmani disprezzando invece gli indù e Van Manen, bibliotecario e segretario della Società Asiatica del bengala e studioso della lingua tibetana. Insieme vivono un’esperienza che scuoterà dalle fondamenta i loro valori e la conoscenza della vita. Altri personaggi edificanti per la storia sono anche il milionario Budge che invita i nostri orientalisti nella sua casa a Serampore, Suren Bose, un professore all’università di Calcutta segretamente istruito alle pratiche tantriche, Swami Shivanda, insegnante e leader spirituale indù, praticante del tantra che ha abbandonato la sua professione di medico per dedicarsi alla ricerca dell’illuminazione, Nīlāmvara Dāsa, facoltoso nobile bengalese vissuto 150 anni prima degli eventi narrati nel racconto e sua moglie Lila, oggetto materiale degli eventi descritti. Da notare subito la bipartizione dei personaggi in personaggi di origine e filosofia occidentale ed europea (i nostri tre orientalisti) e personaggi autoctoni e affini alla spiritualità indica (Suren Bose e Swami Shivanda). 

Scritto in prima persona, con nove capitoli e 136 pagine, questo racconto si legge facilmente e finisce prima che ci rendiamo conto di averlo letto. Il finale lascia una sensazione di sbigottimento e confusione perché il lettore occidentale, come i tre orientalisti del racconto, cerca una spiegazione logica e scientifica agli eventi narrati. In Notti a Serampore, l’autore cerca di illustrare come a volte per comprendere certi momenti occorre rinunciare a verificare con i sensi e contrapporre alle conoscenze scientifiche e alle nozioni empiriche quello che viviamo. A volte bisogna contemplare il miracolo, il fantastico, il sovvranaturale e nel caso specifico di questo racconto, mettere in dubbio la linearità spazio temporale e aprirci all’idea del viaggio nel tempo, degli universi paralleli, del mistico, al tantrismo e agli altri concetti descritti nell’induismo e nel buddismo. Nonostante il titolo notti a Serampore, il racconto dipinge gli eventi di una sola notte dunque già dal titolo lo scrittore ci invita ad esplorare la storia da più punti di vista e non considerare un evento come un’entità singolare e unica. In conclusione, questo libro sarà apprezzato da persone che amano esplorare concetti, ideologie, filosofie, persone con mentalità e approcci aperti, flessibili, elastici e antidogmatici.





ENGLISH

Dear friends and readers,

Today I return with a new literary review and the book I intend to review today is the esoteric tale of the Romanian philosopher and writer Mircea Eliade. In the past I had reviewed the novel Maitreyi, inspired by the journey that Eliade undertook in India in the late twenties and early thirties of the last century and like the then novel, this story is also inspired by the same moment and the same experiences. Although similar in terms of elements of tantrism, philosophy and Hindu folklore, this story takes the path of occultism, of cosmic religiosity in what will be a forerunner of modern oneiric novels. The story was published in the volume "The secret of doctor Honigberger" together with the novel of the same name and in this disposition, falls within the fantastic stylistic axis, together with works such as "The snake" and "Miss Christina".

The story develops around the experiences that three intellectual friends, orientalists, of different origins, social backgrounds and religious beliefs, experience in the forest of Bengal during a trip to Serampore, near Calcutta. Although the story Nights in Serampore like other works by the same author, is inspired by facts and real life events events, this story, as previously stated by Eliade himself, develops in an imaginary setting as there are no forests around Serampore . The narrator is a young Romanian orientalist who arrived in India two years earlier to study oriental philosophies and religions, together with him in this adventure, his famous Persian language teacher, Bogdanof, a Russian Orthodox who shows understanding for Muslims, despising instead the Hindus and Van Manen, librarian and secretary of the Asian Society of Bengal and scholar of the Tibetan language. Together they live an experience that will shake to the foundations their values and knowledge of life. Other edifying characters for the story are also the millionaire Budge who invites our orientalists to his house in Serampore, Suren Bose, a professor at the University of Calcutta secretly instructed in tantric practices, Swami Shivanda, Hindu teacher and spiritual leader, practitioner of tantra who abandoned his profession as a doctor to devote himself to the search for enlightenment, Nīlāmvara Dāsa, a wealthy Bengali nobleman who lived 150 years before the events narrated in the story and his wife Lila, the material object of the events described. Immediately note the bipartition of the characters into characters of Western and European origin and philosophy (our three orientalists) and autochthonous characters close to Indian spirituality (Suren Bose and Swami Shivanda).

Written in the first person, with nine chapters and 136 pages, this short story reads easily and is over before you know you've read it. The ending leaves a feeling of bewilderment and confusion because the western reader, like the three orientalists of the story, seeks a logical and scientific explanation for the events narrated. In Nights at Serampore, the author tries to illustrate how sometimes in order to understand certain moments, is necessary to give up verifying with the senses and contrast scientific knowledge and empirical notions with living experience. Sometimes we need to contemplate the miracle, the fantastic, the supernatural and in the specific case of this story, question the space-time linearity and open ourselves to the idea of time travel, parallel universes, the mystical, tantrism and other concepts described in Hinduism and Buddhism. Despite the title Nights in Serampore, the story paints the events of a single night, therefore already from the title the writer invites us to explore the story from multiple points of view and not to consider an event as a singular and unique entity. In conclusion, this book will be appreciated by people who like to explore concepts, ideologies, philosophies, open-minded people with flexible, elastic and anti-dogmatic approaches.








Disclaimer e premesse / Disclaimer and premises

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sabato 5 aprile 2025

Maitreyi di Mircea Eliade - recensione letteraria / Maitreyi by Mircea Eliade - book review

 


Carissimi amici e lettori,

Oggi recensirò il romanzo Maitreyi dello scrittore rumeno Mircea Eliade. Fare riferimento a Mircea Eliade solo come scrittore significherebbe sminuire la sua opera e la sua persona perché Mircea Eliade era filosofo, saggista, storico delle religioni, antropologo, orientalista, mitografo, esoterista e accademico, avendo lui insegnato all’università di Sorbona, Ecole des Hautes Etudes e finalmente all’università di Chicago, negli Stati Uniti. Mircea Eliade è sempre stato un grande viaggiatore e uomo di cultura, parlava 8 lingue e aveva collaborato con le più grandi personalità del tempo come Carl Gustav Jung, Eugène Ionesco, Giuseppe Tucci, Ernst Junger e tanti altri. Il suo viaggio in India dal 1928 al 1931 segnò il suo orientamento filosofico e letterario. Varie sue opere furono il risultato di questa esperienza, tra le quali anche il romanzo che recensirò oggi, Maitreyi.

Alla prima vista, Maitreyi sembra essere un romanzo d’amore ma in realtà è molto più. Il filo conduttore di questo romanzo è infatti la storia di amore che nasce fra Maitreyi, un’adolescente appartenente ad una ricca famiglia indiana ed Allan, un giovane impiegato di origini europee, trovatosi in India per motivi lavorativi ai tempi in cui il paese era ancora una colonia britannica. A questo filo conduttore s’intrecciano anche componenti mistici, filosofici, etici nonché aspetti importanti del romanzo di formazione per convogliare armoniosamente in una splendida unione che ha come risultato un romanzo complesso e allo stesso tempo semplice. Oltre ai nostri personaggi principali, ad animare le poco più di due cento pagine di questo libro abbiamo anche: l’ingegnere Narendra Sen, padre di Maitreyi e datore di lavoro di Allan, sua moglie, la signora Sen, Chabu, sorella più giovane di Maitreyi, Harold, amico e confidente di Allan, Geurtrie, amica spasimante di Allan e un lungo numero di dipendenti della famiglia Sen, con ruoli per niente trascurabili nello sviluppo della narrazione.

La narrazione è fluida e coinvolgente come una danza che passa con eleganza da movimenti soavi a pause di angoscia e apprensione e culmina con ritmi allerti di sofferenza e vero strazio. Il linguaggio è ricco, ricercato e allo stesso tempo comprensibile ad un livello istintivo. Leggere questo romanzo è come sperimentare un abbraccio, quando senti ogni particolare dell’altro, senza andare a guardare o cercare, lasciandoti semplicemente coinvolgere da un punto di vista sensoriale, affettivo, psicologico e affettivo in un’esperienza edificante.

Non voglio raccontare aspetti di questo romanzo perché vorrei incoraggiarvi a scoprirlo personalmente e vi assicuro che sarà un’esperienza indimenticabile. Io l’ho letto due volte nella mia vita, la prima volta in adolescenza, in rumeno, la lingua in cui fu scritto in origine e adesso in italiano, quanto una mentalità diversa e con molta più esperienza come lettore ed entrambe le volte sono rimasta affascinata. Forse la seconda volta l’ho apprezzato ancora di più, vuoi per la mia passione per le lingue straniere, che avvolgono tutto in suono più melodico e dolce alle mie orecchie, vuoi perché con il tempo ho approfondito meglio certi concetti, ma la conclusione rimane la stessa, Maitreyi è un romanzo che raccomando caldamente.

 




ENGLISH

Dear fiends and readers,

Today I will review the novel Maitreyi by the Romanian writer Mircea Eliade. Referring to Mircea Eliade only as a writer would belittle his work and his person because Mircea Eliade was a philosopher, essayist, historian of religions, anthropologist, orientalist, mythographer, esotericist and academic, having taught at the Sorbonne University, Ecole des Hautes Etudes and finally at the University of Chicago, in the United States. Mircea Eliade has always been a great traveler and a man of culture, he spoke 8 languages ​​and had collaborated with the greatest personalities of the time such as Carl Gustav Jung, Eugène Ionesco, Giuseppe Tucci, Ernst Junger and many others. His trip to India from 1928 to 1931 marked his philosophical and literary orientation. Several of his works were the result of this experience, including the novel I will review today, Maitreyi.

At first glance, Maitreyi seems to be a romance novel but in reality, it is much more. The underlying theme of this novel is in fact the love story that develops between Maitreyi, a teenager from a rich Indian family and Allan, a young employee of European origins who found himself in India for work at a time when the country was still a British colony. Mystical, philosophical, ethical components as well as important aspects of the Bildungsroman are also intertwined with this underlying theme to harmoniously convey a splendid union that results in a complex and at the same time simple novel. In addition to our main characters, the little more than two hundred pages of this book are also animated by: the engineer Narendra Sen, Maitreyi's father and Allan's employer, his wife, Mrs. Sen, Chabu, Maitreyi's younger sister, Harold, Allan's friend and confidant, Geurtrie, Allan's amorous friend and a long list of employees of the Sen family, with roles that are by no means negligible in the development of the narrative.

The narration is fluid and engaging like a dance that elegantly passes from gentle movements to pauses of anguish and apprehension and culminates with alert rhythms of suffering and true torment. The language is rich, refined and at the same time understandable on an instinctive level. Reading this novel is like experiencing a hug, when you feel every detail of the other, without going to look or search, simply letting yourself be involved from a sensorial, emotional, psychological and affective point of view in an edifying experience.

I don’t want to reveal to you the aspects of this novel because I would like to encourage you to discover it personally and I assure you that it will be an unforgettable experience. I have read it twice in my life, the first time in adolescence, in Romanian, the language in which it was originally written and now in Italian, with a different mentality and with much more experience as a reader and both times I was fascinated. Perhaps the second time I appreciated it even more, either because of my passion for foreign languages, which envelop everything in a more melodic and sweet sound to my ears, or because over time I have better explored certain concepts, but the conclusion remains the same, Maitreyi is a novel that I warmly recommend.




ROMANA

Dragi prieteni si cititori,

Astăzi voi face o recenzie a romanului Maitreyi al scriitorului român Mircea Eliade. Referindu-ne la Mircea Eliade doar ca scriitor, ar bagateliza opera și persoana lui, deoarece Mircea Eliade a fost filozof, eseist, istoric al religiilor, antropolog, orientalist, mitograf, ezoterist și academic, care a predat la Sorbona University, Ecole des Hautes Etudes și în cele din urmă la Universitatea din Chicago, în Statele Unite. Mircea Eliade a fost întotdeauna un mare călător și un om de cultură, a vorbit 8 limbi și a colaborat cu cele mai mari personalități ale vremii precum Carl Gustav Jung, Eugène Ionesco, Giuseppe Tucci, Ernst Junger și mulți alții. Călătoria sa în India din 1928 până în 1931 a marcat orientarea sa filozofică și literară. Câteva dintre lucrările sale au fost rezultatul acestei experiențe, inclusiv romanul pe care îl voi revizui astăzi, Maitreyi.

La prima vedere, Maitreyi pare a fi un roman de dragoste, dar în realitate este mult mai mult de atat. Tema de bază a acestui roman este, de fapt, povestea de dragoste care se dezvoltă între Maitreyi, o adolescenta dintr-o familie indiană bogată, și Allan, un tânăr angajat de origini europene care s-a găsit în India pentru muncă într-o perioadă în care țara era încă o colonie britanică. Acest fir comun include și componente mistice, filozofice, etice precum și aspecte importante ale Bildungsromanului, care converg armonios într-o unire splendidă care are ca rezultat un roman complex și în același timp simplu. Pe lângă personajele noastre principale, cele mai puțin de două sute de pagini ale acestei cărți sunt animate și de: inginerul Narendra Sen, tatăl lui Maitreyi și angajatorul lui Allan, soția sa, doamna Sen, Chabu, sora mai mică a lui Maitreyi, Harold, prietenul și confidentul lui Allan, Geurtrie, prietena si admiratoarea lui Allan, dar si o listă îndelungată de angajati ai familiei Sen, cu un roluri neglijabile în dezvoltarea narațiunii.

Narațiunea este fluidă și captivantă asemeni un dans care trece elegant de la mișcări blânde la pauze de angoasă și aprehensiune și culminează cu ritmuri alerte de suferință și chin adevărat. Limbajul este bogat, sofisticat și în același timp ușor de înțeles la nivel instinctiv. Citirea acestui roman este ca experienta unei îmbrățișari, când simți fiecare detaliu al celuilalt, fără a fi nevoie să te uiți sau să cauți, pur și simplu lăsându-te implicat din punct de vedere senzorial, emoțional, psihologic și afectiv într-o experiență edificatoare.

Nu vreau să vă povestesc aspecte ale acestui roman pentru că aș dori să vă încurajez să îl descoperiți personal și vă asigur că va fi o experiență de neuitat. L-am citit de două ori în viața mea, prima dată în adolescență, în limba română, limba în care a fost scris inițial, iar acum în italiană, cu o altă mentalitate și mult mai multă experiență de cititor, și de ambele ori m-a fascinat. Poate a doua oară l-am apreciat și mai mult, fie din cauza pasiunii mele pentru limbile străine, care învăluie totul într-un sunet mai melodic și mai dulce pentru urechi, fie pentru că de-a lungul timpului am înțeles mai bine anumite concepte, dar concluzia rămâne aceeași, Maitreyi este un roman pe care îl recomand cu căldura.













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